Come massimizzare la durata di conservazione degli oli essenziali  - Ilmetropolitano.it

Come massimizzare la durata di conservazione degli oli essenziali 

Indipendentemente dal tipo di olio essenziale che preferisci, la chiave per prolungare la durata di conservazione sono delle semplici ma nel contempo importanti precauzioni.  Inoltre va sottolineato che per fortuna, è relativamente facile mantenere i tuoi oli in ottime condizioni se sai come e dove riporli.

Per conservare correttamente gli oli essenziali quando si tratta di quelli in bottiglia, è importante verificare che queste ultime sino in vetro e di colore scuro per evitare che la luce UV penetri nel contenitore.

La maggior parte degli oli essenziali acquistati in negozio vengono per questo motivo forniti in una bottiglia di vetro e di colore ambra, proprio allo scopo di deviare i raggi ultravioletti che tendenzialmente potrebbero degradare le proprietà benefiche.

Conservazione dell’olio essenziale di cannabis

Tra i tanti tipi di oli essenziali presenti sul mercato, uno che oggi va per la maggiore è sicuramente quello di cannabis estratto dall’omonima pianta (Cannabis Sativa).

Per conservare quest’olio in primis va detto che la conservazione della Cannabis richiede una particolare accortezza poiché i cannabinoidi in esso presenti a lungo andare potrebbero degradarsi.

 In secondo luogo va sottolineato che calore eccessivo, raggi di luce diretta e ossigeno influiscono anch’essi sulla degradazione di questo estratto. Tutto ciò premesso il modo migliore per conservare l’olio di cannabis è nel frigorifero oppure nel congelatore in modo da evitare ogni contatto diretto con la luce ambientale.

A questo punto, è doveroso citare anche le proprietà benefiche dell’olio essenziale di cannabis poiché sono davvero interessanti sotto molti aspetti. In primis va detto che la pianta che maggiormente si presta per questa lavorazione è quella dal nome botanico Cannabis Sativa, anche se una buona qualità di fluido si estrae dalla Cannabis Indica.

A margine va altresì aggiunto che uno dei principali composti attivi presenti nella cannabis è il cannabidiolo (CBD) che a differenza di un altro composto attivo, il tetraidrocannabinolo (THC), non produce euforia o intossicazione.

Recenti studi tra l’altro hanno rivelato che la cannabis Sativa ha un contenuto di THC più elevato, mentre quella a predominanza Indica presenta un contenuto di CBD più elevato. Sia il primo che il secondo sono comunque cannabinoidi, ovvero dei composti chimici secernati dal fiore di cannabis.

Come acquistare degli oli essenziali di buona qualità

Il modo migliore per ottenere oli essenziali di altissima qualità è acquistarli da un fornitore rispettabile sia esso operante in una struttura fisica che online e che si occupa di produrre, imbottigliare e conservare correttamente ogni bottiglia che vende, garantendo quindi i benefici per la salute e una longevità indispensabile per renderli tali.

Per ottimizzare la durata di conservazione degli oli essenziali, oltre a conservare la bottiglia in un luogo asciutto e buio, è opportuno anche tenerla ben chiusa per evitare il processo naturale di evaporazione chimica oltre che di ossidazione.

Qual è il rischio di usare oli essenziali scaduti?

Quando un olio essenziale va a male, molte persone si chiedono se esiste un rischio reale nell’usarlo. In merito la risposta è un no secco! Infatti, quando la composizione chimica degli oli essenziali viene ossidata, non è solo l’aroma che cambia.

In alcuni casi, se viziati possono causare irritazione alla pelle, eruzioni cutanee, ustioni e altri effetti avversi. L’olio dell’albero del tè e l’olio di lavanda, ad esempio, sono noti per causare irritazione una volta sottoposti a un processo indiretto di ossidazione.

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