Green Carpet Fashion Week: 3 giorni immersi nella sostenibilità della moda - Ilmetropolitano.it

Green Carpet Fashion Week: 3 giorni immersi nella sostenibilità della moda

Lunedi 27 Giugno con il Convegno dedicato agli approfondimenti sulla Moda Sostenibile si è conclusa la prima edizione della Green Carpet Fashion Week

Dal 25 al 27 di Giugno a Napoli presso Castel Dell’Ovo nell’ambito della “Mediterraneo Wine&Food and Travel” si è svolta la GCFW 2022 con 3 giorni espositivi che hanno visto una numerosa affluenza di pubblico e la presenza di diverse autorità non solo del settore moda.

Dimostrare che la moda sostenibile può essere la strada giusta per il futuro di questo settore, è stato il principale obbiettivo della sua ideatrice, la Fashion Producer Elsy Aparicio Direttore della Green Carpet Fashion Week – GCFW, e la serata di gala ha confermato che la moda sostenibile può raggiungere uno spazio maggiore in maniera competitiva a livello internazionale, come ha sottolineato Elsy Aparicio in uno dei suoi interventi durante la serata “noi possiamo fare la differenza, possiamo cambiare la visione della moda, ci rimane molta strada da percorrere e oggi abbiamo dato il via a questa avventura, qui a Napoli culla dell’ Altamoda, della migliore sartoria italiana, del fashion design, parte un percorso nuovo che ci porterà a raggiungere obbiettivi e risultati ambiziosi “, infine ha concluso dicendo “Grazie Napoli, grazie all’Italia per questo spazio e per la sua accoglienza, grazie alla mia famiglia e al il mio staff”.

Il Concorso AgriCouture “Coltivando la Moda”, parte integrante della serata del 26 giugno, ha visto in passerella le 4 finaliste con le proprie creazioni, tutte realizzate con materiale ecosostenibile. A giudicare e valutare le finaliste una giuria di esperti, presieduta da Antonio Franceschini, Responsabile Nazionale CNA Federmoda, Diego Puricelli Guerra, Preside dell’Istituto Superiore Bernini De Sanctis di Napoli, Fabio Mongelli, Rettore Università RUFA di Roma e Giada Falcone della Moema Accademy e South Italy Fashion Week in Calabria. La giuria, dopo un serrato testa a testa, ha decretato come vincitrice di questa prima I Edizione, la giovane Fashion Designer emergente Valentina Famularo giunta da Roma con i suoi accessori (borse) che hanno conquistato non solo la giuria ma anche il pubblico presente sulla terrazza dei Cannoni del Castello.

La serata è stata completata con la presentazione di altre 9 collezioni portare in passerella da: Sladana Krstic, designer italo croata; da una rappresentanza dell’’Istituto Superiore Bernini con 15 realizzazioni sotto il titolo “mare nostrum” dove allievi ed insegnanti hanno plasmato tutta la loro creatività, che hanno aperto la sfilata, a seguire le 4 finaliste, iniziando da Valentina Famularo (risultata poi vincitrice del premio AgriCouture), Alma Villa (messicana) residente a Napoli che ha presentato la sua collezione “Essere”, Chiara Sgrenci insieme a Mariangela Cataldo per Bi-Clot con la collezione “Semina”, Martina Costantini con le sue creazioni di alta moda “Elegance”; poi i costumi sostenibile di Nicole De Boni, la start up modenese Ortika Clothing con una intera collezione in abiti completamente organici, sostenibili al 100%. Le collezioni moda hanno sfilato immerse in una scenografia costituita da papaveri giganti, percorsi magici in passerella per una notte magica, grazie al Direttore Creativo GCFW, Barbara Gutierrez e a Svetlana Fedotova della FlorDecor Sepa.

A chiudere questa magica notte, come ospite speciale della serata, la Fashion Designer Ivana Pantaleo la quale oltre a mostrare il suo percorso professionale con la linea Nanaleo Clothing Therapy ha voluto accompagnare le sue creazioni con la sua splendida voce cantando “Reginella”, un omaggio a Napoli molto apprezzato dal pubblico.

I lavori sono proseguiti il 27 Giugno con il Convegno dedicato alla Moda Sostenibile dal tema: “Quando la moda diventa green, competitività aziendale e sviluppo sostenibile” con relatori Antonio Franceschini (Responsabile Nazionale CNA Federmoda) che ha introdotto il tema della sostenibilità nel settore moda e come le istituzioni possano e debbanono canalizzare la crescita imprenditoriale favorendo l’internazionalizzazione del Made in Italy, sottolineando quanto siano importanti questa tipologia di manifestazioni, alle quali partecipano importanti autorità ma anche il pubblico per far capire che siamo tutti parte del sistema. Ha poi concluso affermando che “Il messaggio che dobbiamo mandare al mondo è che il made in Italy è sostenibile per sua natura, per il valore dato dalla diffusione delle nostre imprese sui territori, per il legame che il mondo dell’artigianato e delle Pmi ha con le comunità locali e per il grande senso etico che rappresenta. Le relazioni internazionali sono importanti per fare ulteriormente conoscere il made in Italy ma anche per mettere in correlazione e confronto le filiere internazionali, solo così potremo uscire della crisi e sostenere le nostre imprese, la moda sostenibile va di pari passo con la agroindustria, come si è visto durante questi giorni qui nella Fiera del Mediterraneo, ora occorre fare Sistema sostenendo l’unione e il supporto tra filiere”.

A sua volta la fashion designer Ivana Pantaleo (Direttore Clotherapy – Nanaleo) con il suo intervento ha risaltato che noi oggi siamo il risultato delle nostre azioni, ha sostenuto che, “Cosi come il mangiare ha influenza sul nostro corpo in maniera positiva o negativa a seconda di quello che ingeriamo, anche il vestire fa lo stesso, la sua terapia del vestire si basa sulla consapevolezza che la maggior parte degli abiti che indossiamo contengono sostanze tossiche per la nostra pelle. Scegliere un abito “naturale” può quindi avere anche dei benefici o effetti positivi sulla vita ed il corpo” concluse cosi Pantaleo il suo intervento.

Mentre Luisa Ciocci (Presidente di ORTIKA) ha presentato il progetto come una start-up 100% sostenibile, che attraverso l’utilizzo nell’intera filiera produttiva di materiali innovativi provenienti da piante che crescono naturalmente, “Ortika mira a rivoluzionare il settore della moda sostenibile introducendo elementi innovativi non soo nel prodotto finale, ma anche lungo tutta la filiera produttiva con zero sprechi”, afferma Luisa Ciocci.

Infine, Guenda Cermel (Coordinatrice Diploma Accademico Fashion Design Sostenibile Università RUFA), ha fatto evidenziato come la formazione riveste un ruolo fondamentale e decisivo per questo cambio rivoluzionario nella moda, “la sostenibilità va insegnata, va vissuta, applicata in maniera consapevole per il bene di tutti, per questo è importante dare basi solide ai giovani, noi lo faremo con il nostro corso RUFA “Sustainable Fashion Design”.

Nelle conclusioni, il direttore della manifestazione GCFW e Concorso AgriCouture Elsy Aparicio, ha ribadito quanto sia importante partecipare parlando e lavorando per una sostenibilità a 360°, invitando tutti a partecipare alla II edizione del 2023 ha salutato, “Ci vediamo il prossimo anno, più partecipi, più coinvolti, con tante novità e sempre più sostenibili, per il futuro della moda, per il futuro di tutti noi”.

 

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