Australia, tre persone su un catamarano attaccati dagli squali salvate nel Mar dei Coralli

L’Autorità australiana per la sicurezza marittima (AMSA) ha coordinato il salvataggio di tre persone a bordo di un catamarano a 835 km a sud-est di Cairns, nel Mar dei Coralli. L’AMSA ha risposto a un radiofaro di indicazione della posizione di emergenza (EPIRB) registrato in Russia alle 1:30 (AEST). L’EPIRB era intestato a un catamarano gonfiabile Tion di 9 metri con tre persone a bordo, due russi e un francese. La nave era partita da Vanuatu ed era diretta a Cairns quando fu stabilito il contatto. Entrambi gli scafi della nave sono stati danneggiati a seguito di numerosi attacchi di squali. La parte gonfiabile dell’imbarcazione è stata effettivamente danneggiata da alcuni squali, tuttavia, non dovete immaginarvi grossi e famelici squali bianchi o tigre intenzionati ad attaccare e a mangiare gli uomini, la storia è ben diversa.

Come ha infatti riportato ABC News (Australian Broadcasting Corporation) attraverso la conferma di un portavoce della Società Geografica Russa, gli scafi sono stati danneggiati da piccoli squali molto particolari conosciuti con i nomi di squali tagliatori o squali tagliabiscotti. Gli squali tagliabiscotti, di cui si conoscono due specie (Isistius brasiliensis e I. plutodus), sono lunghi circa 40-50 cm, hanno un corpo allungato e a forma di sigaro, grandi occhi e soprattutto comportamento e abitudini alimentari molto particolari. Il nome “tagliabiscotti” si riferisce infatti alla loro curiosa abitudine alimentare di scavare piccoli tappi rotondi di carne, come se fossero ritagliati con uno stampino per biscotti, da animali più grandi. I loro morsi perfettamente rotondi, che non uccidono gli animali che vengono attaccati da questi ectoparassiti, sono stati trovati su balene e altri cetacei, grossi pesci (compresi altri squali) ma anche su sottomarini, imbarcazioni e cavi. Gli squali si attaccano alla pelle dei grossi animali marini utilizzando il loro muso corto e la bocca e i denti specializzati proprio per staccare pezzi di carne perfettamente rotondi, lasciando poi fori larghi in media appena 5 cm ma profondi 7 cm.

Molto probabilmente, quindi, questi squali – che sono piuttosto rari da osservare – hanno quindi scambiato il catamarano per un grosso animale, perforando la parte gonfiabile e causandone l’affondamento. Nessun attacco o intenzione di mangiare gli uomini, quindi, si tratta semplicemente di un incidente. Inoltre, anche se sono stati segnalati morsi su esseri umani, viste anche le dimensioni ridotte questa specie non è considerata pericolosa per la nostra specie. Anche le dinamiche dell’incidente rientrano perfettamente nell’ecologia e nell’etologia di questa specie. Gli squali tagliabiscotti si muovono infatti in gruppo e questo spiega i tanti morsi e il numero elevato di esemplari. Inoltre, proprio per le sue abitudine elusive e prevalentemente da parassita e non da predatore, questi squali passano ogni giorno le ore diurne a grandi profondità (anche oltre i 3.000 metri), risalendo verticalmente in superficie ogni notte proprio per trovare da mangiare. In conclusione, questo nuovo incidente che ha coinvolto gli squali, proprio come accaduto con i tanti avvistamenti avvenuti in estate in Italia, è stata l’ennesima occasione sprecata per raccontare senza generare panico e terrore un incidente sfortunato e che ha coinvolto una particolarissima e rara specie di squalo non pericolosa per gli esseri umani. Non c’è stato nessun attacco e le acque non erano infestate di squali pronte mangiarsi i tre poveri uomini alla deriva come hanno raccontato in molti.

L’AMSA ha richiesto l’assistenza della compagnia di trasporto veicoli battente bandiera panamense Dugong Ace e ha inviato sul posto il Challenger Rescue Aircraft con sede a Cairns. Asso Dugongoha condotto con successo il salvataggio e ha raccolto tre persone: due cittadini russi e un francese. L’arrivo a Brisbane è previsto giovedì mattina. Alla luce di quanto è accaduto, Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, raccomanda di portare sempre con sé un segnale di soccorso mentre si è in acqua. Gli EPIRB dotati di GPS e i localizzatori personali (PLB) possono salvarti la vita in caso di emergenza. Assicurati che il tuo segnale di soccorso sia registrato correttamente presso le unità di soccorso marittime.

(Foto di repertorio)

Comunicato Stampa “Sportello dei Diritti”

banner

Recommended For You

About the Author: PrM 1