Sociale. Roma, a Tor Bella Monaca il teatro ‘cura’ donne con fragilità

Iniziativa per recuperare fiducia in se stesse, con direzione artistica di Vertova

(DIRE) Roma, 29 Feb. – “Qualche tempo fa ho avuto una bruttissima diagnosi, la mia vita è scomparsa in un istante. Poi gli oncologi mi hanno proposto di partecipare al progetto ‘La casa di ciascuna’, che non conoscevo. Mi è stato detto: devi trasformare la sofferenza in arte. E così sono salita sul palco non sapendo neanche quanto tempo ancora avrei avuto da vivere… Proprio ieri, invece, ho avuto i risultati della prima Pet e la malattia è in regressione. Sono più che certa che senza la vicinanza delle altre donne che partecipano al progetto, non avrei avuto questo risultato”. A parlare, tra la commozione e gli applausi della sala, è Marta, una delle trenta partecipanti a ‘La casa di ciascuna’, il progetto teatrale attivo da quasi quattro mesi presso il Teatro di Tor Bella Monaca, a Roma. Un’iniziativa che mira a sanare le ferite delle donne vittime di forme di violenza, malattie e discriminazioni attraverso la partecipazione a un percorso teatrale diretto dalla nota attrice Caterina Vertova. Il progetto, presentato questa mattina alla Camera dei deputati, è stato realizzato grazie all’impulso della consigliera capitolina, Francesca Barbato che, congiuntamente al presidente del VI Municipio, Nicola Franco che ha accolto e sostenuto l’idea, ha favorito la collaborazione istituzionale tra Comune di Roma, Municipio VI e Teatro di Tor Bella Monaca, con l’adesione anche del Policlinico Tor Vergata e l’Associazione Differenza Donna.

“Il teatro ha una funzione di cura- ha detto Vertova- è un terreno dove ci possiamo permettere di lavorare su quello che siamo intimamente, come persone, senza costruire niente sopra. Partiamo da quello che ci fa essere umani. Il progetto- ha spiegato ancora l’attrice- è rivolto a tutte le donne considerate fragili, come possono essere le vittime di violenza, o donne loro malgrado protagoniste di un percorso di cura oncologica. Donne definite fragili le quali, proprio in funzione della condizione di fragilità, hanno una consapevolezza che le rende potenti. Credo inderogabile e necessario consolidare le fondamenta su cui poi deve prendere forma definitiva la dignità dell’essere donna, sotto tutti i profili: culturale, sociale, economico, religioso. Il training attoriale consegna strumenti agili per la realizzazione di Sé. Vorrei- ha concluso Vertova- che questo spazio, questo luogo di ricerca, esistesse in modo stabile per ogni donna che avvertisse il bisogno di un cambiamento attraverso l’esperienza artistica”.

Vertova, che segue la direzione artistica del progetto, ha iniziato questo percorso anni fa a Torino e Bolzano, da pochi mesi l’idea ha preso forma anche nella capitale. “L’obiettivo diretto- ha spiegato poi Barbato- è quello di aiutare le donne a recuperare, attraverso le proprie emozioni e l’espressione teatrale, la sicurezza in sé stesse. Cercare, scoprire, condividere, allenare la forza, ovvero quel potere che ogni donna possiede, per poterlo esercitare”. Un progetto che sta dando i suoi frutti, come testimoniano le parole di Marta, e che “andrà avanti anche il prossimo anno”, ha annunciato nel corso della conferenza il presidente del VI Municipio. Di “bellissima iniziativa che ha già iniziato a produrre effetti importanti”, ha parlato Luciano Ciocchetti, vicepresidente della commissione Affari Sociali della Camera, presente alla conferenza. “Credo sia un’esperienza straordinaria che dà a donne fragili la possibilità di riscattarsi trovando la propria strada”.

Dal canto suo Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura della Camera, sottolineando la valenza curativa della cultura, ha ricordato che tra le proposte portate avanti da Fratelli d’Italia c’è la cosiddetta ‘detrazione culturale’. “Studi fatti da università del Nord Europa ci dicono che, soprattutto nei territori più periferici, lì dove vengono aperti teatri o centri di aggregazione culturale, cala l’uso degli psicofarmaci e delle medicine in genere. Questo dimostra in maniera scientifica che la cultura cura. Per cui, sull’esempio del meccanismo che esiste in Italia per la detrazione dei medicinali, con il codice fiscale, stiamo lavorando, in particolare con il viceministro Leo, a inserire nelle varie deleghe fiscali la detrazione al consumo culturale almeno in maniera sperimentale, proprio come avviene per i medicinali. Ci vorrà del tempo per fare delle valutazioni ma questo è l’indirizzo ufficiale di Fratelli d’Italia ed è un obiettivo di legislatura”. Il gruppo delle trenta donne protagoniste di ‘La casa di ciascuna’ si incontra tre volte a settimana per un totale di 9 ore e, per il mese di marzo, si sta preparando una restituzione scenica del progetto. Il loro mantra? “Noi semo donne sì e nun tremamo, a litigà c’annamo ma senza l’arte”. (Mab / Dire) 13:16 29-02-24

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