Cancro, uno studio dimostra come il caffè ci può proteggere dalla malattia

Una nuova ricerca medica su 1700 pazienti dimostra che è un nostro alleato

Che il caffè fosse un alleato contro alcune malattie non è un novità. Diverse ricerche precedenti, infatti, hanno già suggerito come il caffè, che contiene centinaia di composti biologicamente attivi che hanno proprietà antiossidanti, possa avere alcuni benefici contro alcune malattie anche neurodegenerative, riducendo così i sintomi delle patologie. Ora, in questa nuova ricerca medica condotta da Ellen Kampman, docente dell’Università di Wageningen, Paesi Bassi, e da Marc Gunter, titolare della cattedra di epidemiologia e prevenzione dei tumori presso la scuola di salute pubblica dell’Imperial College di Londra, le persone affette da cancro all’intestino che bevono dalle due alle quattro tazze di caffè al giorno hanno molte meno probabilità di veder tornare la malattia.

La notizia è stata successivamente riportata dal Guardian. Gli esperti hanno dichiarato che i risultati sono “promettenti” e hanno ipotizzato che, se altri studi mostreranno lo stesso effetto, i 43.000 britannici a cui è stato diagnosticato il tumore all’intestino potrebbero essere incoraggiati a sorseggiare questa bevanda, amatissima in molti paesi del mondo, tra cui, naturalmente, l’Italia.

foto di GNS

La malattia miete circa 16.500 vittime all’anno, 45 al giorno. Uno studio condotto da ricercatori olandesi e britannici su 1.719 pazienti affetti da cancro nei Paesi Bassi, ha rilevato che coloro che bevevano almeno due tazze di caffè avevano un rischio minore di recidiva della malattia. L’effetto era dipendente dalla dose: coloro che ne bevevano di più vedevano il loro rischio ridursi maggiormente.

In particolare, secondo lo studio, finanziato dal Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro, i pazienti che sorseggiavano almeno cinque tazze al giorno avevano il 32% di probabilità in meno di veder tronare la malattia rispetto a coloro che ne bevevano una.

Allo stesso modo, anche i livelli più elevati di consumo di caffè sembrano essere strettamente legati alle possibilità di sopravvivenza di una persona.

Come nel caso del rischio di recidiva, chi beve almeno cinque tazze vedrebbe ridursi maggiormente la probabilità di morire del 29%. “Questo studio è alquanto intrigante”, ha dichiarato la dottoressa Ellen Kampman, “Siamo tuttavia fiduciosi che la scoperta sia reale perché sembra essere dipendente dalle quantità: più caffè si beve, maggiore è l’effetto”. “I risultati sono molto provocatori, in quanto non capiamo bene perché il caffè avrebbe un tale effetto nei pazienti affetti da cancro all’intestino”, ha invece spiegato il prof. Marc Gunter, coautore dello studio, “ma sono anche promettenti.

Potrebbero indicare un modo per migliorare la prognosi e la sopravvivenza dei pazienti da questo male terribile. Il caffè, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, contiene centinaia di composti biologicamente attivi che hanno proprietà antiossidanti e possono proteggere dal cancro. La bevanda abbassa anche l’infiammazione e i livelli di insulina, collegati allo sviluppo e alla progressione del tumore intestinale”. “Tuttavia- ha infine concluso il docente, abbiamo bisogno di ulteriori ricerche per capire meglio come il caffè possa avere un tale effetto”.

c.s. –  Sportello dei Diritti

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