Sessant’anni dopo il Concilio Vaticano II, Leone XIV ha ricordato all’Angelus il valore di quell’esperienza come “dono a sorpresa per la Chiesa”. Il Pontefice ha sottolineato come realtà considerate marginali abbiano saputo germogliare, portando frutti inattesi.
Nel suo messaggio, ha ribadito che la pace è possibile attraverso il dialogo e ha invitato i fedeli a rinnovare l’impegno verso la piena unità visibile dei cristiani. “Il mondo ha bisogno di speranza – ha detto – ognuno può essere una piccola luce, un germoglio di un mondo nuovo”.
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