Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha ribadito che la sospensione dell’applicazione dell’Accordo di Schengen con la Spagna non sarà revocata prima del 15 agosto e comunque solo dopo che saranno “completamente esclusi rischi di sicurezza per l’Italia”. Lo ha dichiarato durante l’audizione in Commissione Schengen, rispondendo alle pressioni di Madrid per un immediato ripristino della libera circolazione.
Secondo Piantedosi, il caso di Ceuta non rappresenta una “speculazione politica contro la Spagna”. “Non è questa la logica che muove questo governo, il cui unico obiettivo è la tutela della sicurezza nazionale”, ha affermato il ministro, precisando che l’esecutivo sta “attentamente monitorando l’evolversi della situazione”.
Il titolare del Viminale ha difeso la legittimità della misura adottata da Roma: “Quel che ha scelto di fare il governo è pienamente dentro il diritto europeo. Lo hanno fatto e continuano a farlo altri Stati europei, anche nei confronti dell’Italia. Non mi risulta che in quelle circostanze siano state espresse perplessità o richieste di approfondimento”.
Piantedosi ha inoltre sottolineato la natura “sostanzialmente ritorsiva” della sospensione operata dalle autorità spagnole nei confronti dell’Italia. “Mentre l’iniziativa dell’Italia si fonda su solide basi oggettive e l’attività di controllo, la sospensione operata dalle autorità di Madrid corrisponde, per loro ammissione, a una logica sostanzialmente ritorsiva”, ha dichiarato il ministro.
Nel corso dell’audizione, Piantedosi ha fornito i primi dati sui controlli effettuati dopo la sospensione parziale di Schengen: tre arresti e 21 respingimenti di cittadini di Paesi terzi irregolari. Il ministro ha precisato che le verifiche sono state condotte “in modo da causare il minor impatto possibile sulla circolazione tra i due Paesi, basandosi sull’analisi del rischio e sulle informazioni di polizia”.
Secondo il Viminale, la misura è “cautelare e organizzativa, intesa a tutelare la sicurezza nazionale e la tenuta dell’intero sistema europeo dei controlli in un momento di forte sollecitazione”. Le informazioni condivise hanno evidenziato “elevati profili di rischio per la sicurezza interna, in relazione a possibili spostamenti incontrollati e improvvisi di cittadini di Paesi terzi, che non escludono potenziali infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori”.
La tensione diplomatica tra Roma e Madrid è salita nei giorni scorsi, dopo che il governo spagnolo ha imposto controlli alle frontiere con l’Italia come misura di ritorsione. Il premier Pedro Sánchez ha dato all’Italia un ultimatum formale per il ripristino della libera circolazione entro il 9 agosto, minacciando “misure proporzionate” in caso di mancato adempimento.
Palazzo Chigi ha risposto respingendo l’ultimatum: “Non intendiamo in nessun caso rivedere la decisione di sospendere l’applicazione dell’Accordo di Schengen per i cittadini di Paesi terzi provenienti dalla Spagna, almeno fino al 15 agosto e comunque sino a quando non saranno completamente esclusi rischi di sicurezza e di terrorismo per l’Italia”.
Ant Ier