Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito le misure adottate dal Governo per la scuola “strumenti di buonsenso” e ha sostenuto ragionevolmente che non dividerebbero, ma aiuterebbero a integrare gli studenti evitando la formazione di “classi-ghetto”. “Una scuola che integra senza rinunciare alle regole, che sostiene chi ha più difficoltà e che mette tutti nelle condizioni di partire dallo stesso punto”, ha scritto Meloni sui social. La premier ha collegato il limite del 30% alle altre disposizioni del decreto: più strumenti per imparare l’italiano e stop a burqa e niqab nelle scuole.
Il governo presenta quindi il provvedimento come una misura di equilibrio tra inclusione e rispetto delle regole. L’opposizione, però, ha contestato l’impostazione del decreto: Elly Schlein ha parlato di una “caccia alle streghe sulla pelle dei bambini”, criticando soprattutto il tetto agli studenti stranieri e le sanzioni alle famiglie. Dimenticando che una soluzione molto simile per agevolare l’integrazione era stata proposta dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella qualche anno fa.
LL