L’Estonia sta spostando stabilmente alcune unità militari verso il confine con la Russia e sta rafforzando le capacità di attacco a lunga distanza. Lo riporta il Financial Times, secondo cui Tallinn sta adottando una strategia di “difesa attiva” in vista di possibili provocazioni o di un’eventuale aggressione russa.
La Prima brigata di fanteria, principale formazione combattente dell’esercito estone, sarà trasferita dalla base di Tapa a Jõhvi, località situata a circa 50 chilometri dalla frontiera russa. Nella nuova sede sono in costruzione strutture per ospitare i militari e consentire una risposta più rapida in caso di crisi.
L’Estonia sta inoltre realizzando una nuova base a Narva, città sul confine, destinata a ospitare circa 200 militari in modo permanente e fino a 1.000 persone durante un’emergenza. Tallinn ha anche acquistato sistemi missilistici e lanciarazzi capaci di colpire obiettivi in profondità nel territorio russo.
La nuova dottrina prevede di difendere il territorio già dalla frontiera e di rispondere immediatamente a un’eventuale incursione, invece di attendere l’arrivo dei rinforzi alleati.
Secondo i vertici militari e dell’intelligence estoni, Mosca non sarebbe pronta a una guerra su vasta scala con la Nato nei prossimi due anni, ma potrebbe prepararsi a un conflitto futuro o a un’operazione limitata contro uno dei Paesi baltici.
Il Cremlino non ha confermato né smentito il trasferimento delle truppe. Il portavoce Dmitrij Peskov ha dichiarato che il ministero della Difesa russo e gli altri servizi competenti dispongono delle capacità di intelligence necessarie per monitorare e valutare la situazione lungo i confini.
Lo spostamento rafforza la presenza militare estone sul fianco orientale della NATO, ma Tallinn presenta la misura come difensiva e preventiva. Il governo estone sostiene che l’obiettivo sia rendere credibile la deterrenza e impedire che la Russia possa considerare praticabile un’aggressione contro il Paese.
Ile And