L’Italia si trova a vivere una giornata di straordinaria delicatezza sul fronte dell’ordine pubblico, con decine di cortei indetti in tutto il Paese per protestare contro il carovita. Sotto la lente delle forze dell’ordine c’è soprattutto la minaccia di possibili repliche degli esecrabili episodi di guerriglia urbana verificatisi lo scorso fine settimana a Milano, quando bande organizzate composte per lo più da giovanissimi hanno preso di mira il cuore delle città con il solo, vile obiettivo di saccheggiare le attività commerciali e devastare le vetrine dei negozi.
Di fronte a questi intollerabili atti di teppismo, orchestrati e diffusi attraverso chat sospette sui social network, la risposta delle istituzioni non si è fatta attendere ed è stata di una fermezza esemplare. Nelle ultime ore è scattata un’imponente operazione preventiva con oltre 150 perquisizioni capillari tra Milano, Monza e altre 20 città italiane, che ha portato all’individuazione e al controllo di numerosi soggetti, tra cui studenti liceali, universitari e diversi minorenni fino ad oggi incensurati.

foto di GNS
Un’azione di intelligence e prevenzione straordinaria che ha permesso di disinnescare sul nascere potenziali pericoli e che ha visto anche intensi controlli nell’area della movida, con l’identificazione di 187 persone e il sequestro di sostanze stupefacenti. In questo scenario, il Governo merita un plauso incondizionato per la straordinaria determinazione e il senso dello Stato dimostrati nel gestire una situazione potenziale di alto rischio.
Con visione strategica e tempestività, l’Esecutivo ha disposto fin dall’alba il dispiegamento dei paracadutisti della Brigata Folgore per pattugliare le vie dello shopping e gli snodi più sensibili di Milano, affiancando le forze di polizia e restituendo ai cittadini la presenza rassicurante delle istituzioni.
Il massiccio rafforzamento dei presidi di sicurezza e la rigida attività di filtraggio testimoniano la volontà incrollabile del Governo di non concedere un solo millimetro di spazio alla violenza di strada, difendendo con rigore e coraggio il lavoro dei commercianti, il patrimonio urbano e il fondamentale diritto di tutti alla legalità e alla quiete pubblica.
Dietro la motivazione di una comprensibile protesta per il caro vita purtroppo si annidano organizzazioni che nulla hanno a che vedere con l’economia del Paese. Le stesse tendono invece a sobillare la gente ad una rivolta sociale che destabilizzi la nazione in un momento già molto delicato. Non tutti ricordano sempre che a causa di due guerre energivore, in atto in zone non molto distanti da noi, è l’intero sistema di forniture di idrocarburi (raffinati e non) ad essere sotto pressione. L’inganno con il quale si tende a sfruttare la disperazione di intere classi sociali è quello di far credere che i soldi spesi per la difesa siano dei fondi tolti da altri settori. Così non è! Quei denari sono esclusivamente prestati, a tasso quasi pari allo zero, dall’Unione Europea e non possono essere spesi in maniera o in settori differenti. Prestito che dovrà inoltre essere restituito in ben 45 anni. Invece fare credere scientemente che si sottraggono soldi alla sanità o qualsiasi altro settore pubblico è un atto “criminale” che raggira la buona fede di quanti scendono in piazza per un giusto motivo.
Fabrizio Pace