Memorie recuperate: riapre il bunker di Mussolini

villa torlonia

di Carlo Viscardi – Villa Torlonia, residenza privata di Benito Mussolini fino al fatidico luglio del ’43 mese dell’armistizio, dell’arresto del Duce e dell’inizio di quella che fu una vera e propria guerra civile. Dopo sei anni di restauro viene riaperto quello che fu progettato come bunker antiaereo, destinato alla salvaguardia del Duce della sua famiglia e degli stretti collaboratori in caso di un eventuale bombardamento di Roma. Con la collaborazione tra Roma Capitale, Sovrintendenza capitolina e l’Associazione culturale Ricerche Speleo-archeologiche Sotterranei di Roma (che gestirà le visite guidate) è stato portato a termine il progetto dell’allora sindaco Walter Veltroni con il recupero, oltre che del bunker principale sotto la villa anche degli altri due bunker, ricavati successivamente sotto al Casino Nobile. Il primo bunker venne ricavato dalle cantine del vino dei Torlonia, che anche se pur ben attrezzato non forniva la sicurezza necessaria per poter proteggere il Capo del governo, coperto solo da alcuni metri di tufo e troppo distante dalla residenza. E per questo motivo che Mussolini ne volle un altro a cui accedere proprio dal Casino Nobile, progettando quello più ”celebre” e ipertecnologico, ma mai ultimato, scavato nel 1942 sei metri e mezzo sotto il livello del terreno, con una copertura in cemento armato spessa 4 metri e pareti a forma di cilindro per attutire le onde d’urto delle bombe. Lorenzo Grassi, coordinatore del progetto per Sotterranei di Roma commenta : “Mancavano solo le tecnologie e sarebbe stato un rifugio in grado di sopportare anche un attacco atomico”. (cit. Ansa). Memoria recuperata, ed il sindaco Marino commenta : “ci ricorda quanto sia importante coltivare la memoria, anche in un’Europa che grazie a Dio ha superato quei nazionalismi che portarono alle guerre”. (cit. Ansa). Il luogo vuole essere una memoria oltre che di “archeologia” storica anche di memorie quale i bombardamenti di Roma e la rete di cunicoli sotterranei usati come rifugi antiaerei per proteggere i cittadini, 4 km di gallerie ancora conservate. Il prossimo bunker che pare verrà riaperto sarà quello della famiglia reale, sotto Villa Savoia, a Villa Ada.  Di questi simboli o “reperti della memoria”, andrebbero recuperati e fatti conoscere, servirebbero a rilanciare non solo a Roma ma anche in altri luoghi della “memoria”, quel turismo che potrebbe fare da “volano” per il rilancio di quell’indotto che aiuterebbe un po’ questa economia ridotta all’osso, e non dimentichiamo che di questi luoghi ve ne sono anche a Milano, ultima dimora del Duce ai tempi della Repubblica Sociale Italiana, per nulla recuperati e lasciati all’erosione del tempo.

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