Reggio Calabria. “Spiegata” l’operazione di sgombero della baraccopoli di San Ferdinando

Era un tavolo “lunghissimo” quello che questa mattina in Prefettura a Reggio Calabria ha voluto raccontare nel dettaglio l’operazione dello sgombero della baraccopoli di San Ferdinando. L’incontro con la stampa, presieduto dal Prefetto Di Bari, ha esplicato i molteplici delicati aspetti dello sgombero dei migranti che illegalmente stanziavano nella baraccopoli. Numeri alla mano molti degli intervenuti hanno raccontato le vari fasi dell’operazione soffermandosi anche sul lavoro di mediazione fatto nei giorni precedenti perchè si svolgesse tutto in maniera pacifica, nonostante i timori da più parti e l’utilizzo di circa 600 unità tra le forze di Polizia. Un’operazione che si aspettava da tempo e che ha subito una forte accellerazione con Salvini Ministro dell’Interno. Professionalità ed umanità sono state le parole d’ordine utilizzate per far meglio comprendere le modalità e la necessità di distruggere quel luogo non luogo, ove tutto era precario oltre la legalità. La conferenza è stata anche indirettamente una risposta ad una scritta infamate “Assassini” che questa mattina “ornava” i muri del palazzo della Prefettura di Reggio Calabria. A parere di chi scrive il termine umanità è stato inflazionato durante i vari discorsi. Le varie istituzioni locali e i vertici avrebbero dovuto pensare alla parola umanità molto tempo prima.. per far in modo che non si fosse mai creata la baraccopoli. Il non luogo affollato anche da irregolari dove quotidianamente tutto avveniva nella più totale illegalità e mancanza di sicurezza. Sfruttamento della prostituzione, abusi, spaccio di droga e caporalato erano la normalità provata anche nelle indagini dalla Polizia di Stato. Una vergogna finalmente eliminata, con un costo di smaltimento materiali gia oltre i 530 mila euro, un ghetto di segregazione voluto da chi trae solo vantaggio da quel degrado. Il Prefetto, Michele Di Bari, ha avanzato anche la proposta di voler  andare oltre la tendopoli cercando sinergie con altri enti, Regione in primis, al fine di ottenere alloggi abitati da dare in comodato d’uso gratuito e quindi sistemare i restanti migranti. Sempre che ci vogliano andare… si perchè la storia recente racconta di extracomunitari che hanno rinunciato volontariamente alla sistemazione dignitosa  assegnata loro. Ci si dovrebbe interrogare su questo …

 

Fabrizio Pace

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