Camera con vista a Chinalea di Scilla

“La Signora non aveva diritto di farlo”, disse Miss Bartlett, ” assolutamente nessun diritto. Ci aveva promesso delle camere a Sud, con vista, vicine, e invece abbiamo due camere a Nord che danno sul cortile… “. E’ questo l’incipit del romanzo di E.M. Forster “Camera con vista”. Aprire la finestra e scoprire il mondo che si nasconde dietro, è una delle prime cose che si fanno giunti nella struttura ricettiva che ci ospita. Chi non è rimasto deluso, come la protagonista del romanzo, dall’inquadratura della finestra? Esiste un posto, dove questa delusione difficilmente prenderà forma. Un posto unico al mondo che seduce i visitatori con la sua atmosfera suggestiva e il suo fascino ineguagliabile, con il suo profumo di mare. È uno dei borghi più belli d’Italia: Chianalea di Scilla. Adagiata sul mare Tirreno, con le piccole case che resistono agli schiaffi del mare, è percorribile solo a piedi. Deriva il suo nome da “piano della galea”, ma è chiamata anche Acquagrande o Canalea, perché le case sono separate le une dalle altre da piccoli vicoli, simili a canali, che “sfociano” nel mare. Iniziamo la nostra passeggiata, che ci regalerà pittoresche visioni, partendo dal porticciolo. Da qui si ammira uno dei più emozionanti scorci: lo sguardo abbraccia l’intero borgo che termina con la chiesa di San Giuseppe. I sogni cominciano a prendere forma. Camminando tra le piccole viuzze di Chianalea, avvolti dai profumi della cucina marinara, incontriamo antiche fontane, scalinate, chiese e bei portali. A metà del nostro percorso si trovano lo scalo di alaggio e il palazzo Scategna risalente al XV secolo (oggi sede di un bellissimo hotel). In questo piccolo borgo, ogni giorno, va in scena la vita dei pescatori. È facile incontrarli sotto casa mentre costruiscono le reti per la pesca o apportano piccole riparazioni alle barche, è facile vederli mentre si preparano a partire e ancor più facile vederli rientrare la sera con il loro fresco pescato. Una splendida vista su Chianalea e la costa Viola, si ha dal castello di Scilla − simbolo della cittadina, insieme alla rocca sulla quale è stato costruito a scopo militare. Il castello è stato trasformato in abitazione nobiliare dal conte Paolo Ruffo che nel 1532 acquistò il feudo di Scilla dai De Nava. Dal Castello si può, inoltre, ammirare un meraviglioso panorama della costa siciliana e delle isole Eolie. Soggiornare a Chianalea, in uno dei tanti B&B o in albergo, significa godere di tutto questo. Significa poter ammirare un paesaggio unico. Un quadro che cambia colore a ogni ora del giorno. Significa addormentarsi cullati dalla melodia del mare amplificata dal silenzio della notte e, nel ricordo delle leggende omeriche, sognare gli esuli troiani.

Curiosità – Ecco la descrizione che Omero fa di Scilla (Odissea, XII, 112 e sgg):

“Scilla ivi alberga, che moleste grida
Di mandar non ristà. La costei voce
Altro non par che un guaiolar perenne
Di lattante cagnuol: ma Scilla è atroce
Mostro, e sino a un dio, che a lei si fesse,
Non mirerebbe in lei senza ribrezzo,
Dodici ha piedi, anteriori tutti,
Sei lunghissimi colli e su ciascuno
Spaventosa una testa, e nelle bocche
Di spessi denti un triplicato giro,
E la morte più amara di ogni dente.
Con la metà di se nell’incavo
Speco profondo ella s’attuffa , e fuori
Sporge le teste, riguardando, intorno,
Se delfini pescar, lupi, o alcun puote
Di Que’ mostri maggior che a mille a mille
Chiude Anfitrite nei suoi gorghi e nutre.
Né mai nocchieri oltrepassaro illesi:
Poichè, quante apre disoneste bocche,
Tanti dal cavo legno uomini invola”.

Adele Sergi

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