Una Reggina "all'italiana" doma il Lanciano - Ilmetropolitano.it

Una Reggina “all’italiana” doma il Lanciano

di FC – Chiusa, attenta, una compagine grintosa che getta il cuore oltre l’ostacolo, in un campo reso pesantissimo dalla pioggia copiosa caduta nel pre-gara si é vista una Reggina d’altri tempi che fa propria l’intera posta in palio contro un Lanciano davvero forte. Se due indizi fanno una prova, oggi ci rendiamo conto del valore immenso che può avere un tecnico. stadioIl duo Zanin-Gagliardi in due partite hanno messo sul piatto tutto ciò che tre cambi tecnici in 21 partite non ci avevano neanche fatto annusare. Grinta, fame, pochi fronzoli e con in testa un solo obiettivo: divorarsi l’avversario! Pambou, tra i migliori, Maicon, Adejo, Strasser, di Michele tutti a correre dietro ogni pallone e sempre con la voglia di cercare di arrivare primi sulla palla. Grande merito all’allenatore/i. Non c’è che dire. Menzione a parte per Nino Barillá, l’eroe del Granillo, quello che più di ogni altro ha impersonificato lo spirito battagliero della Reggina voluto da Zanin/Gagliardi. Un giocatore di vecchio stampo, corsa, grinta, cuore e con una voglia immensa di portare la Reggina della sua Reggio fuori dalle paludi della zona retrocessione. Così, come sempre avviene quando ci si crede davvero, senza neanche troppo soffrire, si riesce a fare gol e a blindare fino al 90 quella porta che aveva subito la bellezza di 34 gol nel solo girone d’andata. Seconda vittoria consecutiva, per la prima volta in stagione, tre punti casalinghi, non succedeva da tre mesi, per la seconda volta consecutiva mantenere la porta inviolata e, nel superare il Padova, vedere a solo un punto la prima posizione utile da conquistare il prima possibile, sono i grandi risultati ottenuti dalla Reggina. Stessa formazione della vittoriosa trasferta barese, stessa maglia (un azzurro con pantaloncini neri con richiami amaranto), stessa grinta, stessa formazione compatta in un 451 a “catenaccio” di “Rocchiana” memoria per garantire sicurezza ad una squadra che si era persa alla ricerca di se stessa. Come si vede il calcio é un’alchimia semplice ma i cui fragili equilibri sono difficili da trovare. Senza Colucci, Cocco, De Rose, Falco (in gol con la Juve Stabia), Rigoni, Caballero, la Reggina é certamente più povera tecnicamente (e numericamente) ma ha ritrovato quello spirito che può sopperire ad ogni lacuna tecnico-tattica. Capitolo mercato: come previsto il Presidente (di fatto) non ha voluto fare alcun sacrificio per aiutare questa Reggina anche se Pigliacelli e Barillá stanno facendo il Buffon e il De Rossi in amaranto. Frascatore, giovane esterno sinistro di scuola romanista, Azizi, giovanissimo portiere di origine marocchine e Dimitru, giovane attaccante di passaporto italiano di proprietà del Napoli, il cui breve curriculum é impreziosito dalla nomea di attaccante forte e tecnico, alla Balotelli per intenderci, che aspetta ancora di esplodere dopo un paio di esperienze negative tra Empoli, Ternana e Cittadella, sono gli ultimi colpi del mercato. É ovvio che adesso si guarda con speranza al futuro ma ciò più grazie a chi avevamo già dentro come Pambou, Barillá e Zanin/Gagliardi piuttosto che sugli innesti di mercato che ci lasciano, come ogni volta, sempre più perplessi.

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