Ferragosto 2017: tempo di bilanci al Viminale - Ilmetropolitano.it

Ferragosto 2017: tempo di bilanci al Viminale

Roma- Marco Minniti nella tradizionale conferenza stampa di Ferragosto, ha effettuato una disamina sulla situazione dell’ ordine e della sicurezza pubblica nel nostro Paese presentando  nella sua relazione una completa analisi dei dati riguardanti l’ attività  complessiva del dicastero a partire dal primo gennaio 2017  fino al 31 luglio 2017. Vari i temi affrontati:

Ordine Pubblico

 La situazione in merito all’ ordine pubblico appare in questo momento “tranquilla”, nel senso che abbiamo  il quadro di un paese accogliente che ha avuto buoni livelli di sicurezza e deve proseguire nell’ approccio positivo raggiunto in questi mesi. L’andamento dei dati sulla sicurezza è chiarissimo, nei primi sette mesi dell’anno i delitti sono diminuiti del 12%, gli omicidi del 15%, quelli riconducibili alla criminalità organizzata del 41%, le rapine dell’ 11,3%, i furti del 10,3%.Ma occorre sempre più avvicinare le statistiche al sentimento dell’ opinione  pubblica, le politiche di sicurezza si misurano con i sentimenti di un paese e ci sono atteggiamenti concreti che devono rendere rassicurante  la freddezza dei numeri.Il nostro paese in 7 mesi è stato palcoscenico di importanti iniziative internazionali: l’ anniversario del 60 ° della sottoscrizione dei Trattati di Roma, il G7 di Taormina  i vari G7 tematici.Appuntamenti importanti che hanno tenuto insieme 2 principi ineludibili  per una democrazia: la sicurezza  dei partecipanti; la possibilità per coloro che vogliono manifestare sia consenso che radicale dissenso di poterlo fare in un clima di assoluta  non violenza.Ne è previsto un altro a fine ottobre su richiesta dei partners internazionali come momento conclusivo e come passaggio di testimone dall’Italia al Canada.

Contrasto al terrorismo

 “Minaccia alta ma non imminente”. “Il quadro della minaccia del terrorismo rimane alto, ma non c’è una minaccia  imminente . Questa situazione è dovuta ad un complesso di attività, in particolare quella svolta dal Comitato analisi strategica antiterrorismo, unico caso in Europa di  struttura che mette insieme le forze di polizia e dell’intelligence. Lo scambio di informazioni in tempo reale è una misura essenziale per svolgere un’ efficace azione di contrasto terroristico con capacità di  risultato straordinaria. Il sistema di sicurezza nazionale è un sistema  integrato che unisce  forze armate, intelligence, difesa attraverso un meccanismo complesso di  coordinamento delle informazioni, coordinamento delle attività investigative, azione di controllo del territorio.In questo ambito è opportuno sottolineare un dato importante , in 7 mesi sono state 67 le espulsioni effettuate per ragioni di sicurezza o meglio 67 i rimpatri verso i paesi di provenienza, l’81% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In totale dall’1 gennaio del 2015 le espulsioni sono state 199. “Quello delle espulsioni e’ uno strumento prezioso – ha detto il ministro –  perché ci consente di intervenire su chi ha iniziato un processo di radicalizzazione, ma non ha ancora una definita progettualità di carattere operativo  sul terreno dell’attacco terroristico.

Violenza

Un altro tema affrontato è quello  relativo all’azione di contrasto nei confronti della violenza in generale ed in particolare nei confronti della  violenza di genere in calo del 15%. Non c’è nulla di più inaccettabile. La massima soddisfazione sarà  riuscire a cancellare del tutto questo reato». Azione incessante anche sul fronte della lotta  alla criminalità mafiosa.  Abbiamo dato una risposta molto forte anche nella recente questione di Foggia dove ha funzionato un dispositivo di reazione rapida . In questi sette mesi abbiamo avuto 1100 persone arrestate, 30 latitanti catturati, 18 comuni commissariati, 15 sciolti, 3 prorogati. In crescita un significativo accesso antimafia presso i comuni.  «Oggi ho firmato una direttiva per il coordinamento delle attività di specialità e di presenza  delle tre forze di polizia: Carabinieri, Guardia di finanza, Polizia . L’ultima era stata fatta dal Pr Napolitano nel  1998 ed una parziale da Pisano  nel 2006. Questa direttiva è finalizzata al superamento di  ogni elemento di sovrapposizione e  di ridondanza e ad assicurare  il massimo in termini di coordinamento e collaborazione. L’obiettivo finale è quello ribadire la presenza dello Stato  sull’intero territorio nazionale  per garantire a tutti  sicurezza e tranquillità>>.

Incendi

« Altro tema trattato è  quello relativo  agli  incendi boschivi dall’inizio dell’anno e nelle ultime settimane.  Ringraziamenti sono stati espressi a Protezione civile, Vigili del Fuoco ed Arma dei Carabinieri.  Tutta l’Italia ha affrontato, una situazione molto difficile. Quest’anno si è registrato un aumento del 70% degli incendi rispetto ad anni passati, con almeno mille interventi al giorno.  Gli incendi sono dovuti in parte all’imperizia, in parte a negligenze comportamentali, come l’incendio nel Gran Sasso, in altri casi c’è un vero e proprio disegno criminale di singoli, in alcuni casi anche di volontari. Abbiamo operato d’intesa con le Regioni e così vogliamo fare sempre di più. Obiettivo del Comitato nazionale dell’Ordine e della Sicurezza pubblica è essere efficace al 100%. E il progetto è quello di prevenire i roghi  anche attraverso l’utilizzo delle più moderne tecnologie che l’Italia sta cominciando a usare al meglio».Nello specifico il territorio di montagna caratteristico del nostro Paese deve essere costantemente monitorato e l’ attività posta in essere deve avere conseguenze di carattere dissuasivo.

 Migranti

Il fenomeno migratorio era, è,  sarà un fenomeno epocale  e non congiunturale.L’  obiettivo di una grande democrazia e di  un grande Paese è quello di governare i flussi migratori coniugando il principio di sicurezza alla capacità di accoglienza  dei cittadini. Una grande democrazia tiene insieme questi due punti e l’Italia lo ha fatto. Abbiamo significative flessioni nel flusso di arrivi di circa il 4 % . Ma è ancora presto per dare dati strutturati. Occorre cautela, bisogna avere dati consolidati nel tempo. Quello che sta avvenendo significa una cosa: che abbiamo puntato ad intervenire sulla sponda del Mediterraneo. E ci siamo concentrati soprattutto sulla Libia».  «È fondamentale che l’ Italia insieme alla comunità internazionale lavori per la stabilizzazione della Libia che ,seppur dentro un quadro di instabilità, è necessario  che produca un doppio movimento: controllo delle acque libiche e controllo del confine sud dello Stato africano , utilizzato dai trafficanti di esseri umani e che un domani potrebbe agevolare il passaggio anche a combattenti stranieri di ritorno, i cd“foreign fighters”.In particolare il  meccanismo deve  prevedere che nelle acque territoriali agisca la guardia costiera libica, nelle acque internazionali invece dovrebbero operare dispositivi di carattere internazionale  coordinati dalla nostra guardia costiera  comprese le ONG. Allo stato attuale sono 5 le organizzazioni non governative che hanno firmato il codice di condotta,  2 non hanno firmato e  la nave di un’altra è stata sottoposta a sequestro da parte dell’ autorità giudiziaria.Ma è necessario continuare a mantenere un rapporto di fiducia reciproca. Noi lavoreremo con passione incessante su questo fronte. Il prossimo 28 agosto ci sarà una sorta di cabina di regia,una riunione di ministri dell’interno di Italia, Libia, Ciad, Mali e Niger. Ci confronteremo con le tribù del Sahara.  Ognuno deve agire nelle proprie acque. E in quelle internazionali ci vuole la supervisione delle forze internazionali». . Poi occorre vigilare sulla sicurezza delle persone che rientrano in patria. Deve essere un imperativo sul quale lavorare tutti insieme, afferma, ricordando l’iniziativa messa in campo con l’Oim e l’Uhncr che lavorano nel Paese nordafricano. “Il traffico di essere umani in Libia è una delle poche cose che economicamente purtroppo funziona e costituisce fattore di ridistribuzione del reddito “.  Nelle prossime ore l’ambasciata italiana a Tripoli distribuirà materiale umanitario alla popolazione delle città di Sabrata e Zouara. Era quello che i sindaci ci avevano chiesto. Ci hanno chiesto di aiutarli e liberarsi dal traffico di migranti e a costruire un’economia alternativa”.« Loro stessi ci hanno chiesto di essere aiutati affinchè fosse bloccato in qualche modo il traffico di esseri umani. Io vedrò prossimamente a Roma il commissario europeo e ,insieme al presidente di turno dell’Unione Europea, i responsabili in Libia dello sviluppo. Italia e UE hanno messo in campo circa 200 milioni di euro per la questione della gestione dell’ accoglienza. Serve lavorare con le organizzazioni internazionali per la tutela dei diritti umani . Le parole chiave devono essere “salvezza in mare” e “sicurezza in patria”».  Questo è il nuovo orizzonte dentro la strategia.Salvezza in mare (su cui l’Italia non si ritira)  e impegno umanitario, insieme. Bisogna andare avanti per quanto riguarda il salvataggio di vite nel Mediterraneo centrale.«Al momento la situazione nel Mediterraneo non è emergenziale. Se lo divenisse, sarà  la Guardia Costiera italiana a dover coordinare la situazione.Il terreno sul quale si sta lavorando è che la Guardia costiera libica deve avere il coordinamento delle attività di SAR ( dall’inglese “Search and Rescue”, ricerca e salvataggio) nelle acque territoriali  libiche. Uno degli investimenti della Commissione europea, d’ intesa con l’ Italia, è stato la costruzione  di  un Centro di coordinamento delle operazioni SAR a Tripoli, a cui collabora attivamente la guardia costiera italiana.Ci stiamo muovendo come Sistema-Paese -Italia che chiede alle altre nazioni europee maggiore impegno. L’Europa ha fatto proprio l’ approccio messo in campo dall’ Italia di un intervento in Libia, ma occorre anche essere conseguenti con interventi sia di carattere umanitario ma anche con interventi di natura economico- sociale utili  per le comunità.L’ Europa  deve affrontare la sfida del controllo del Mediterraneo centrale e occidentale in modo unito e collaborativo, anche attraverso la destinazione di risorse adeguate alla sfida.Noi siamo ancora dentro il tunnel e il tunnel è ancora lungo, ma cominciamo a vedere la luce. Mi prendo la responsabilità di questa ottimistica affermazione. Continuiamo con coordinamento e passione civile».

M.S

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