C.M. Reggio Calabria: Racket, 3 mafie a confronto

“Iniziative come questa sono la testimonianza che, tutti uniti lavorando verso una direzione comune, possiamo definitivamente spezzare i tentacoli della piovra mafiosa”. Così, il sindaco Giuseppe Falcomatà, ha salutato gli ospiti e gli organizzatori del convegno “Racket, tre mafie a confronto”, un momento in cui magistrati, forze dell’ordine, istituzioni, associazioni di categoria, ordini professionali ed organizzazioni antimafia si sono incontrati per riflettere e contrastare il fenomeno criminale delle estorsioni.

“Questa – ha detto il sindaco – è la seconda parte di una giornata che, per Reggio Calabria, è stata molto importante. Oggi, con il Questore Maurizio Vallone e le diverse autorità presenti, abbiamo fatto vedere l’altra metà della luna di ciò che significa lotta alla ‘ndrangheta. La passeggiata antiracket ha messo in evidenza che, oltre al lavoro di carattere repressivo, la “Squadra città” produce un grande sforzo culturale. Vedere il centro cittadino, cuore pulsante delle attività commerciali ed imprenditoriali reggine, invaso dalle istituzioni e dalle forze dell’ordine, è stato un fatto fondamentale”. “Importantissimo – ha aggiunto – perché abbiamo suscitato curiosità in quella parte di esercenti che non hanno aderito, magari per non piena consapevolezza, timore o disillusione, all’iniziativa ed alla rete di Libera. Questo è un grande risultato che dobbiamo coltivare perché, fino ad oggi, forse una parte del comparto economico non ha sentito le istituzioni vicine. Con la marcia anti racket, invece, abbiamo trasmesso l’idea che le istituzioni ci sono e sono tra i cittadini, immerse nel cuore e nei problemi della città”. “Non è vero – ha continuato Falcomatà – che chi non aderisce a certe manifestazioni segue, automaticamente, percorsi su sentieri dell’illegalità. C’è una parte di città che, ancora, ha bisogno di sentire una presenza più rassicurante delle autorità.

Denunciare è l’unica soluzione e chi denuncia non è mai lasciato solo. Noi siamo stati vicini a chi ha denunciato offrendo presenza e spazi comunali a quanti si sono ribellati al racket pagando le conseguenze in prima persona. Abbiamo lavorato, poi, per un consumo critico, spingendo i consumatori verso le imprese sane che dicono no al pizzo”. Ed ancora: “Se oggi, nel codice antimafia, esiste la previsione che un’impresa oggetto di sequestro o confiscata non debba subire tutte le conseguenze negative frutto delle misure cautelari che colpiscono solo alcuni, avviene anche perché si è sviluppata una discussione, con tutti corpi intermedi, nel civico consesso cittadino. Rispetto a questo, con orgoglio, salutiamo questa iniziativa perché è l’ennesima dimostrazione che, insieme e camminando tutti verso la stessa direzione, possiamo spezzare definitivamente i tentacoli della ‘Ndrangheta”.

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