Situazione sanitaria di Reggio Calabria ulteriormente complicata dalla seconda ondata dei contagi Covid-19 - Ilmetropolitano.it

Situazione sanitaria di Reggio Calabria ulteriormente complicata dalla seconda ondata dei contagi Covid-19

L’attuale situazione sanitaria nella città metropolitana di Reggio Calabria, già dissestata da anni, è stata ulteriormente complicata dalla cosiddetta seconda ondata dei contagi da Covid 19. E mentre continua a infuriare la polemica su Cotticelli, Zuccatelli, Gaudio, Strada e su una fallimentare gestione commissariale che dura da più di dieci anni, l’emergenza sanitaria calabrese aumenta di ora in ora. Qualche giorno fa sull’Albo Pretorio dell’Asp di Reggio Calabria è stato pubblicato un bando per il reclutamento di tanto personale Sanitario e specificatamente: medici, biologi, infermieri professionali, operatori socio sanitari, autisti di ambulanza, tecnici di radiologia e di laboratorio, figure queste che già risultavano numericamente carenti molto prima della Pandemia e che in questi frangenti lo sono ancor di più. A primo acchito era parsa un’ottima notizia. E però, una volta letto il bando, ci si è resi conto che la soluzione, così come prospettata dall’Asp, è assolutamente improponibile: i contratti proposti dureranno solo sino alla scadenza dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, al momento fissata alla data del 31 Gennaio 2021. Conseguentemente, chi è già impegnato, anche part time, sia nel pubblico che nel privato, perché mai dovrebbe rinunciare ad un lavoro a tempo indeterminato (anche se magari non è proprio quello desiderato) ed accettare un incarico temporaneo di soli due mesi (e ad altissimo rischio contagio) per poi al 31 Gennaio ritrovarsi disoccupato? Peraltro pare sembra che questo bando sia riservato esclusivamente a titolari di partita iva, per cui i professionisti sarebbero obbligati ad aprirla e chiuderla nello spazio di pochi mesi con i relativi costi che ciò comporta. Ma non è tutto. C’è un aspetto che per la nostra già martoriata sanità risulta essere ancora più grave: a emergenza cessata, le nostre strutture sanitarie si ritroverebbero ancora una volta a fare i conti con quella carenza di personale sanitario che ormai dalle nostre parti sembra cronicizzata visto che i neoassunti a fine gennaio sarebbero rimandati a casa. A nostro avviso, anche al fine di rendere più appetibile il bando, sarebbe utile modificarlo: si potrebbe assumere a tempo indeterminato quella percentuale di personale sanitario utile a coprire i posti vacanti dell’ASP e garantire comunque a tutti gli altri, per il servizio svolto, l’acquisizione di un congruo punteggio che tornerebbe utile per futuri concorsi. Restiamo fiduciosi in attesa di un po’ di buon senso.

Il Presidente Italo Palmara

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