Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato in Aula la solidità dell’esecutivo e la volontà di proseguire senza ripensamenti dopo il risultato referendario sulla riforma della giustizia. Nel suo intervento alla Camera ha escluso ipotesi di dimissioni o rimpasto, sottolineando che le linee politiche del governo restano quelle già fissate nel programma elettorale.
Meloni ha invitato a non considerare chiuso il percorso sulla giustizia, definendo la riforma un cantiere che non dovrebbe essere abbandonato. Ha ribadito che i problemi del sistema restano e che servono soluzioni “coraggiose” costruite in un clima di collaborazione, non in contrapposizione con la magistratura.
Nel passaggio dedicato alla politica interna, la premier ha respinto l’idea di una fase di instabilità e ha assicurato che il governo resterà in carica fino alla scadenza naturale della legislatura.
Ha anche rivendicato la tenuta della maggioranza, definendola solida e coesa, e ha parlato di scelte difficili ma orientate all’interesse nazionale.
Ampio spazio del suo intervento è stato riservato anche allo scenario internazionale, con particolare attenzione alla crisi in Iran. Giorgia Meloni ha avvertito che un’eventuale nuova recrudescenza del conflitto richiederebbe una risposta europea coordinata e ha ipotizzato, come misura straordinaria, la sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita, ma solo come decisione generalizzata a livello UE.
La premier ha inoltre richiamato il tema delle conseguenze economiche di un peggioramento del quadro in Medio Oriente, citando il rischio legato allo Stretto di Hormuz e ai possibili effetti sui transiti energetici e commerciali. Un passaggio che conferma quanto la dimensione internazionale pesi ormai anche sulle scelte di politica economica interna.
LL