Un messaggio di dolcezza per una scuola di qualità

Li guardi e pensi che hanno solo il taglio a mandorla degli occhi e un cromosoma in più nelle cellule, perché per tutto il resto sono uguali a noi. Lavorano, praticano sport, guidano la macchina, studiano, vivono da soli o in coppia in piena autonomia. Sono le persone con sindrome di Down, un “insieme di tratti” scoperti nel 1866 dal dott. Langdon Down. Le cause precise che determinano l’insorgenza della sindrome sono tutt’oggi ancora sconosciute. È certo però che il rischio aumenta con l’avanzare dell’età materna e che la sindrome può essere diagnosticata anche prima della nascita con due diversi esami: l’amniocentesi e la villocentesi. Attualmente in Italia 1 bambino su 1000 nasce con questa condizione. La persona Down si differenzia, oltre che per gli aspetti cromosomici, soprattutto per un ritardo nelle principali funzioni, sia nella fase di sviluppo, che nell’età adulta. La riabilitazione linguistica, motoria e  neuropsicologica è fondamentale, unita a un’indispensabile azione di socializzazione. E proprio a loro è stata dedicata, come ogni anno, domenica 10 ottobre, la Giornata Nazionale delle persone affette da questa patologia, che ha avuto come tema principale quello dell’inclusione scolastica. Problemi importanti come la riduzione delle ore di sostegno, il sovraffollamento delle classi composte da 25-30 alunni, gli avvicendamenti e i ritardi nelle nomine degli insegnanti, la mancanza di un tetto massimo di alunni con disabilità nella  stessa classe, l’utilizzo dell’insegnante di sostegno per supplenze. Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il CoorDown (Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down onlus), si batte da sempre per sensibilizzare l’opinione pubblica alla creazione di una nuova cultura che superi i pregiudizi e i luoghi comuni. «Quello che si vuole trasmettere – spiega Sergio Silvestre presidente di CoorDown- è il valore dell’integrazione scolastica come diritto non solo dei ragazzi disabili, ma anche dei loro compagni. La qualità dell’istruzione interessa tutta la popolazione scolastica con o senza disabilità». Il messaggio, forte e chiaro, è stato”recapitato” in oltre 200 piazze italiane, in prossimità di chiese e centri commerciali, tramite una tavoletta/messaggio di cioccolato realizzato con cacao proveniente dal commercio equo e solidale, in cambio di un contributo per sostenere i progetti delle 80 associazioni del CoorDown.  Una iniziativa per realizzare una scuola senza barriere, che aiuta a crescere, che ha competenze e sostegni necessari, che sia anche “per loro”.

Se la scuola è di qualità, anche il futuro è di qualità.

M. Cristina Scullino

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