Intervista a Don Nino Pangallo

foto217\01\2014 – a cura di Carmelo Caserta -“Molti parlano male di Reggio, voglio notare invece la ricchezza di umanità della nostra città”. Inizia così il mio incontro con don Nino Pangallo, parroco di San Giorgio martire e responsabile della Caritas, per guardare la nostra società con gli occhi di chi è in prima linea nell’accoglienza dei poveri. “La presenza di laici molto impegnati, di belle esperienze associative, di preti e diaconi che si consumano per la gente, la ricchezza di vescovi come Mondello e Morosini che muove i primi passi nella nostra terra”. Cosa pensa di questa idea del vescovo di lanciare il Sinodo dei giovani? “La proposta di mons. Morosini del Sinodo dei giovani mira ad esprimere il protagonismo e la responsabilità del mondo giovanile. Un mondo che va da 18 a 30 anni, perché si prenda consapevolezza foto1che dai 30 anni in poi non si è più giovani, si è adulti!”. Giovani che sono sempre più critici verso la Chiesa… “Oggi è difficile trasmettere il messaggio di Gesù alle nuove generazioni. Si tratta di pensare il Vangelo in termini nuovi, in questo caso Papa Francesco è illuminante”. Per don Nino una delle vie per trasmettere la fede ai giovani è l’esperienza del volontariato, “Il contatto con la povertà, innesca un movimento di ripensamento della propria esistenza e anche della dimensione di fede”. E poi aggiunge “Secondo te quando nasce la conversione di san Francesco d’Assisi? Quando gli parla il crocefisso o quando bacia il lebbroso? il contatto diretto con la povertà può essere una via da offrire al mondo giovanile per affrontare la vita ma anche per ripensare la fede cristiana”. La povertà è un tema centrale per chi è dentro la Caritas, cosa potrebbe dare speranza ai nuovi poveri? “Intere fasce di popolazione stanno cadendo nella povertà. Papa Francesco nella sua prima esortazione, fa riferimento alla necessità che lo sviluppo passi attraverso un’economia che sia di solidarietà”. “La politica è la più alta forma di carità (Papa Paolo VI)” prosegue così don Nino quando il discorso si rivolge all’impegno dei cattolici in politica. “Vedo un desiderio trasversale. Un bisogno di riflettere, di condividere, di mettersi in gioco. Reggio ha vissuto la primavera e il trauma del commissariamento in pochi anni. Oggi chiede che i laici cristiani, si radichino nel Vangelo, riflettano in profondità, si confrontino e facciano scelte di impegno concreto. La sfida di oggi è accorgersi di chi ci sta vicino, rispondere ai suoi bisogni senza delegare qualcun altro. Solo allora saremo sulla strada giusta”.

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