Esecuzione di sequestro a carico delle società coinvolte nell’operazione “Metauros”

Nella giornata di ieri, i Carabinieri del Comando Provinciale e del Nucleo Operativo Ecologico di Reggio Calabria, hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal G.I.P del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della locale DDA, nei confronti della società F. S.r.l. con sede legale in Roma. Si tratta di un’ulteriore sviluppo dell’articolata attività d’indagine che aveva già condotto, lo scorso ottobre 2017, nell’ambito dell’operazione convenzionalmente denominata “Metauros”, all’esecuzione di fermo di indiziato di delitto a carico di 7 soggetti, indagati a vario titolo di associazione mafiosa (cosca PIROMALLI), concorso esterno, estorsione ed intestazione fittizia di beni, con l’aggravante delle modalità mafiose, nonché all’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo d’urgenza di società operanti nel settore della depurazione e trattamento delle acque, trasporto e compostaggio dei rifiuti speciali non pericolosi. L’odierno provvedimento vede in veste di indagato l’imprenditore vibonese L. M. R., ritenuto responsabile di intestazione fittizia di beni poiché, al fine di eludere le disposizioni in materia antimafia, ha attribuito fittiziamente al figlio S., 28enne, la maggioranza assoluta delle azioni della I. S.p.A. di Gioia Tauro, società che gestisce da oltre un ventennio la depurazione delle acque reflue di numerosi comuni della Piana. Le indagini hanno consentito di ricostruire dettagliatamente le vicissitudini imprenditoriali di L., fino al 20.07.2015 a capo della I.  S.p.a. attraverso la società L. S.r.l.. In quella data, infatti, un’altra società riconducibile alla famiglia L. per la gestione di appalti pubblici, la E. S.r.l. di Maierato (VV), ha ricevuto un’interdittiva antimafia emanata dalla Prefettura di Vibo Valentia, provvedimento che menzionava anche la L. S.r.l.. Pertanto, al fine di evitare che anche quest’ultima potesse essere attinta da analoghe preclusioni di pubbliche commesse, con inevitabili ricadute sulla I., l’imprenditore vibonese, attraverso una spregiudicata manovra societaria, ha trasferito la maggioranza azionaria di quest’ultima (89,5% del totale) al figlio S., 28enne, costituendo ad hoc la F. S.r.l., destinataria dell’odierno provvedimento. Le risultanze investigative hanno dimostrato, in maniera ben stagliata, la natura assolutamente fittizia dell’operazione, con L. M. R., di fatto, ancora saldamente al timone della I. e, pertanto, dominus sostanziale ed unico interlocutore dei vertici della compagine societaria: le risultanze investigative hanno comprovato come, anche dopo la formale fuoriuscita dalla compagine sociale, L. sia rimasto l’unico punto di riferimento dei dirigenti della I., ai quali ha regolarmente dettato le strategie imprenditoriali. Il valore complessivo dei conti correnti e dei beni riconducibili alla società sequestrata ammontano a circa 1.500.000 di euro.

Comunicato Stampa – Carabinieri

 

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