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Rischi e vantaggi del nucleare

Dopo il recente disastro avvenuto a Fukushima, in seguito al devastante terremoto, tutti noi ci interroghiamo sull’utilità di adottare l’energia atomica oppure no. Per fare capire i pro e i contro cercheremo di analizzare tutte le sfaccettature del caso.

Indubbiamente il nucleare presenta dei vantaggi che possono riassumersi in:

  • Emissione zero di Co2

Una centrale nucleare non emette anidride carbonica, ossidi di zolfo e di azoto, quindi non aumenta l’inquinamento dell’atmosfera.

  • Poca dipendenza dal petrolio e dal gas

Le riserve petrolifere come sappiamo sono concentrate in pochi paesi mediorientali, che fanno il bello e il cattivo tempo sui prezzi e sull’estrazione. Questi paesi sono ad alta instabilità politica e la dipendenza da essi porta ad una instabilità politica anche i paesi importatori, dunque il nucleare paradossalmente può essere visto anche come uno strumento di stabilità politica ed economica.

  • Vantaggi economici

La produzione di energia nucleare come detto sopra riduce l’importazione di petrolio e di altri combustibili fossili, riducendo di fatto la dipendenza economica. Dunque la copertura del fabbisogno energetico attraverso il nucleare riduce gli eventuali shock economici dovuti all’altalena petrolifera, consentendo un minore carico sulla spesa energetica sui governi.

Adesso analizziamo gli svantaggi che l’atomo può portare:

  • Scorie nucleari

Le scorie nucleari sono l’aspetto critico principale di questa energia. Non possono essere smaltite e l’unica soluzione per ora sembra che sia la vetrificazione e lo stoccaggio in siti non sempre sicuri. L’individuazione di tali siti e lo studio di soluzioni di stoccaggio per ora sono fonti di studio in Europa e Usa.

  • Incidenti

I possibili incidenti in una centrale sono, peraltro come già successo in passato, la causa di atroci sofferenze per gli abitanti. L’aumento di tumori e leucemie dopo il disastro di Chernobyl sono sotto gli occhi di tutti. Però negli ultimi anni con il progresso della tecnologia, bisogna dire che il numero di incidenti si è ridotto al minimo, ma questo rischio rimane uno fra i più alti a livello di impatto sulle persone e sull’ecosistema.

  • Localizzazione centrali

Il processo di localizzazione delle centrali e dei siti di stoccaggio è sempre un passaggio molto controverso e travagliato. Quasi nessuna popolazione locale accetta a cuor leggero di avere sotto la finestra una centrale atomica o un sito di stoccaggio di scorie. Fino ad oggi molte sono state le proteste, che parecchie volte hanno portato all’accantonamento di tutti i progetti portati avanti dai governi.

  • Trasporto di materiale radioattivo

Il trasporto delle scorie nucleari è l’aspetto più critico riguardante la sicurezza in questo settore. Durante il tragitto nascono proteste qua e là (vedi treno tedesco Castor), il percorso deve essere cambiato in continuazione, tutto il tragitto deve essere presidiato dall’esercito in assetto anti sommossa. Un carico del genere per andare ai centri di vetrificazione e tornare al sito di stoccaggio costa più o meno quasi 10 milioni di Euro.

  • Terrorismo

Vista l’epoca in cui viviamo non è da sottovalutare un possibile attacco a una centrale nucleare. Queste possono essere prese di mira dai terroristi ed essere viste come obiettivi sensibili per un possibile attacco tipo quello al Word Trade Center del 2001, scatenando un’ecatombe nucleare vera e propria.

  • Costi di costruzione

Per costruire una centrale il costo di partenza è molto alto, a fronte di un costo di gestione molto basso. quindi si avrà un costo molto alto di partenza e di fine e un costo elevato nella gestione dei rifiuti radioattivi.

Secondo la modesta opinione di chi vi scrive, le negatività ci sembrano superare di gran lunga le positività, dunque adottare alle soglie dell’utilizzo totale dell’energia rinnovabile, un ritorno al passato, e al nucleare, tra l’altro bocciato da un referendum nel lontano 1986, non ci sembra proprio il caso.

Salvatore Borruto

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