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Il ministro Severino in tour nella giustizia calabrese

22\02\2012 – A Reggio per un giorno, il Ministro della Giustizia Paola Severino ha avuto modo di immergersi in un tour virtuale nella giustizia calabrese. In città per consegnare al Comune un immobile confiscato alla ‘ndrangheta, ha approfittato per fare il punto con le alte cariche della magistratura reggina e con il sindaco Arena sugli interventi da fare per migliorare la situazione giustizia in Calabria. La visita del Ministro tecnico è iniziata proprio da Via Loreto, dove ha preso parte alla cerimonia di consegna del bene confiscano alla criminalità organizzata. L’appartamento, confiscato al clan Libri e già utilizzato dal Comune come sede di alcuni suoi uffici, è stato consegnato al Tribunale di Reggio Calabria e verrà utilizzato come deposito “corpi di reato”. Si tratta di 400 m² divisi in varie unità immobiliari idonee fin da subito allo scopo prefissato. “Siamo passati da un giro vizioso a un giro virtuoso – ha commentato il Ministro – Cioè la misura di prevenzione che genera ricchezza per lo Stato. Quella ricchezza attraverso la quale lo Stato può combattere il fenomeno della criminalità organizzata. È questo il segnale importante, perché se riusciamo ad autoalimentare le risorse dello Stato attraverso la percezione di denaro che ha provenienza illecita, io credo che avremmo risolto anche i problemi di necessaria implementazione delle forze della giustizia. Ci sarà una giustizia che produce da sola il proprio reddito e le proprie capacità di mantenersi, di evolvere e di migliorare anche la qualità del servizio ”. Soddisfatto anche il Presidente del Tribunale Luciano Gerardis che ha ricevuto le chiavi dei locali sequestrati. “ È l’ennesima prova della sinergia interistituzionale ed è una cosa positiva – ha dichiarato il magistrato – Noi ci avvaliamo delle risorse che ci vengono date dagli enti pubblici perché le nostre risorse purtroppo sono scarse ed inadeguate, quindi dobbiamo fare riferimento a questo tipo di risorse”. Importanza fondamentale riveste, pertanto, l’ultimazione dei lavori del nuovo palazzo di giustizia, che “consentirebbe di superare la dispersione sul territorio dei vari locali che servono al Tribunale”. Per questo la seconda tappa del “tour” ha visto coinvolta la Severino in una visita al cantiere del nuovo palazzo di giustizia, accompagnata dal Sindaco Demetrio Arena, che le ha presentato anche delle slide preparate proprio per far vedere al Ministro quali sono i progetti e lo stato dei lavori effettuati finora. Il Guardasigilli si è dimostrata molto coinvolta e si è impegnata a sostenere – anche economicamente – il progetto, augurandosi di poter essere proprio lei ad inaugurare l’opera alla fine di quest’anno o al massimo all’inizio del 2013. La visita del Ministro si è, poi, conclusa al Tribunale di Palmi, dove finalmente, dopo tanti anni di silenzio, è stata intitolata un’aula al giudice Antonio Scopelliti, ucciso nel 1991. Sostituto procuratore generale di Cassazione, Scopelliti era calabrese, ma non esercitò mai le sue funzione nella sua terra, dove però trovò la morte, giustiziato dalla ‘ndrangheta. Un omicidio che destò subito scalpore, ma che dopo pochi mesi cadde nel dimenticatoio per molti anni, fino ad oggi. Una situazione vergognosa questa che ha visto un eroe dei giorni nostri morire senza veder riconosciuto il suo lavoro ed il sacrificio fatto per difendere la nostra terra contro gli abusi della criminalità organizzata. E la prima a cospargersi il capo di cenere è stata proprio la Severino, la quale ha dichiarato che “quello di oggi è solo un parziale risarcimento dinanzi al torto dell’oblio. Con questa iniziativa abbiamo voluto portare a casa la memoria di un magistrato ucciso nella sua terra ”. Ed il perché di quel silenzio lo ha spiegato il procuratore capo di Palmi Giuseppe Creazzo: “ I calabresi non temono rivali nell’esercizio dell’oblio, nessun popolo sa effettuare opera di rimozione come fanno i calabresi ”.

Soddisfatta a metà la figlia del magistrato ucciso, Rosanna Scopelliti, che ha sottolineato l’inerzia delle istituzioni, ricordando che “ a nessuno è venuto in mente in tutti questi anni di intitolare un’aula in memoria di mio padre al Palazzaccio o a via Arenula ” e sottolineando come ancora “ non sappiamo chi ha ucciso il giudice Scopelliti ”. Quindi sì, forse i calabresi sono campioni nel dimenticare velocemente chi ha dato tutto per questa terra, fino a pagare con la propria vita, ma lo Stato e le istituzioni a volte non sono proprio da meno. Speriamo ora che la visita del Ministro Severino non resti davvero solo un bel “tour” della nostra città, ma si trasformi in un aiuto concreto affinché Reggio esca dalla schiavitù di una giustizia che non sempre funziona come dovrebbe.

Consuelo Occhiuto

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