Sbloccare l’incantesimo sul lavoro, la grande battaglia culturale della sinistra

Renzi Conf Stampa incontro BerlusconiRicordi sbiaditi dal tempo o sogni irraggiungibili? Gli italiani e il desiderio del “posto fosso”, una puntata di vita reale in onda ogni giorno da qualche anno a questa parte sul canale: “alla ricerca di un lavoro duraturo”. Perchè questa crisi che azzera la speranza di progetti individuali a lunga scadenza detta legge su un cambiamento che non può più ritardare.  Renzi nel suo discorso conclusivo alla Leopolda, ha affrontato gli argomenti che stanno più a cuore agli italiani, quelli che hanno bisogno di essere trasformati in fatti, tralasciando discordie e confusione. Togliendosi qualche sassolino dalla scarpa e evidenziando scelte che hanno avuto un risvolto positivo, i risultati riguardanti la riforma del lavoro è ciò che interessa. ” Aggrapparsi a una norma degli anni settanta, che la sinistra non votò, è come prendere un i-phone e chiedere dove mettere il gettone! Di fronte a un mondo che cambia dobbiamo fare sì che ci sia un contratto a tempo indeterminato ma il posto fisso non c’è più”. Così Matteo Renzi, tra le tante affermazioni, ha voluto lanciare un messaggio forte, affinchè la rivoluzione culturale in grado di cambiare il paese facendolo vivere in un nuovo respiro, poggi su aspettative non solo ideali ma in primis reali.  ” Questo paese va cambiato perchè è nostro compito restituire all’ Italia speranza e coraggio; questa volta dobbiamo utilizzare lo spazio della Leopolda per fare un discorso meno scherzoso, perchè sembra che noi facciamo le cose un pò per caso, ma abbiamo un disegno organico e partiamo dal desiderio di condividerlo. Pensiamo che l’ Italia abbia un gran futuro ma se ha il coraggio di cambiare se stessa”. La politica estera è una cosa seria, sottolinea il Premier; “avere l’ alta rappresentanza della politica estera Ue significa restituire dignità”. Dopo aver messo i puntini sulle “i”, parlando dell’ operazione Mare Nostrum e dei voti  soddisfacenti ottenuti nell’ ultimo Consiglio europeo, il tema caldo del lavoro si fa strada, presentandosi come la grande battaglia culturale degli ultimi 30 anni. ” Noi pensiamo che si possa combattere il precariato cambiando le regole del gioco; fare e creare posti di lavoro non è un esercizio retorico verbale o verboso, non puoi fare l’ imprenditore se non dici che il futuro è solo l’ inizio. In questi anni abbiamo discusso di che cosa sta dietro al mondo del lavoro o ci siamo limitati a un dibattito ideologico? Bisogna sbloccare l’ incantesimo sul lavoro e non ci possiamo fermare per una manifestazione in piazza o per una legge in Parlamento. In questi anni ci siamo divisi tra quelli che volevano combattere il precariato con le manifestazioni e quelli che lo volevano combattere con i convegni. Noi pensiamo si combatta cambiando mentalità d’ impresa, le regole del gioco combattendo evasion e corruzione. Il jobs act, con le modifiche all’ articolo 18 ma anche con gli aiuti ai disoccupati e il centro per l’ occupazione sono necessari proprio ora che nel mondo del lavoro il posto fisso non c’è più. La monogamia aziendale è in crisi ovunque e allora un partito di sinistra non fa un dibattito ideologico sulla coperta di Linus ma crea le condizioni perchè lo Stato offra occasioni di lavoro e formazione a chi perde il lavoro. Stop a co.co.co e co.co.pro, contratto unico, questa è la sinistra. Le tutele non possono valere solo per chi lavora in aziende con più di 15 dipendenti, devono valere per tutti”. Ultime battute rivolte a coloro che hanno definito la Leopolda imbarazzante con un messaggio forte e chiaro sul’ intenzione di non permettere a quella classe dirigente di riprendersi il Pd. Tra indignazione per il modo in cui è stato rappresentato l’incontro e le varie problematiche sviscerate, resta da chiedersi: – ” Il posto fisso non c’è più perchè il mondo è cambiato, come accettare il cambiamento senza la possibilità di farne parte materialmente e economicamente?

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About the Author: Annamaria Milici