Ennesimo vaticinio contro il No al referendum arriva dal Financial Times

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Roma 28/11/2016 14:20 – Come siamo ormai abituati a sentire da molte fonti giornalistiche, oggi il Financial Times online ci mette il suo “zampino”. Il quotidiano della City, lancia il suo “vaticinio” riguardo alla possibile vittoria del NO al referendum, presagendo uno scenario da “post-apocalisse nucleare”. Come riportato da TgCom24, Se vincesse il No al referendum del 4 dicembre, “fino a otto banche italiane in difficoltà saranno a rischio fallimento”, in quanto l’incertezza sui mercati allontanerà eventuali investitori per ricapitalizzarle. Le banche a rischio sarebbero otto: Monte dei Paschi di Siena, Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Carige, Banca Etruria, CariChieti, Banca delle Marche e Cariferrara. Addirittura, per il Financial Times sarebbe in gioco la ricapitalizzazione in corso del MPS. Un altro dei timori è che le eventuali difficoltà delle otto banche possano “minacciare l’aumento di capitale di 13 miliardi di euro di Unicredit, la prima banca italiana per asset e la sua unica istituzione finanziaria di rilievo, in calendario all’inizio del 2017”. Articoli del genere non fanno altro che gettare “sconforto” e “caos” a livello dei mercati, infatti come riporta Corriere.it, l’indice Ftse Mib di Piazza Affari era arrivato a perdere fino a -2%. A metà giornata, la flessione dell’indice principale si attestava all’1,5%. Montepaschi, finita a lungo in asta di volatilità con un crollo teorico che ha sfiorato il 15%, a metà giornata perdeva il 5,7%, avvicinandosi ai minimi storici di 16,79 euro (calcolato sulla base del raggruppamento delle azioni nel rapporto di 1 a 100). Una domanda verrebbe da farsi, dopo l’esperienza Brexit ed elezioni USA non è che gli “esperti” finanziari dovrebbero pensarci bene prima di esprimersi?

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About the Author: Carlo Viscardi