Servito il “cambiamento”, riconfermata Totalità del governo Renzi e la Politica

Roma 30/12/2016 10:00 – Come previsto ed accennato il Governo Gentiloni ha deciso di dare una svolta all’esecutivo e rinnovare e cambiare l’entourage del governo Renzi. Ieri durante la conferenza di fine anno il neopremier Gentiloni non ha fatto altro che ribadire che “Cancellare o relegare nell’oblio il governo Renzi sarebbe un errore” (TgCom24). Le carte sono tutte scoperte e con la riconferma quasi in toto dei Viceministri e sottosegretari del precedente governo, tutte le caselle sono state allocate per poter definire, nomi alla mano, che il Governo Gentiloni è più un Renzi-bis che un nuovo e rinnovato esecutivo. Tutte le dichiarazioni portano a stabilire che la continuità è la parola d’ordine,ed anche se dopo aver ricordato la nascita del suo esecutivo “all’indomani delle dimissioni di Matteo Renzi, provocate dalla sconfitta al referendum”, nessun fraintendimento viene imposto nell’affermare e dimostrare come questo Governo sia la continuità del precedente. Rispondendo a una domanda sulla possibilità di votare nel periodo del G7, il presidente del Consiglio ha sottolineato come la stabilità non può prendere prigioniera la democrazia. Se si vota si vota e per ora il Governo ha la fiducia delle Camere. Viene difesa ad oltranza la politica precedente sull’uso dei voucher, affermando un maggior controllo ma non sono definibili come un “virus che semina lavoro nero nella nostra società perché nascono esattamente all’opposto ovvero come tentativo di rispondere al lavoro nero”. Riguardo ai tagli IRPEF promessi del precedente Governo mette le mani davanti affermando che essendo al governo da soli 15 giorni non può fare previsioni. Verrebbe da chiedersi come non sia possibile fare previsioni dato che l’esecutivo non sia altro che la fotocopia del precedente, ma queste sono domande cui non avremo mai risposta. Difesa ad oltranza del Job-Act definito come “ottima riforma del lavoro” dove “i nostri numeri di lavoro a tempo indeterminato e di riduzione della disoccupazione sono numeri che vanno nella direzione giusta ma ci dicono anche che c’è qualcosa che dobbiamo sviluppare e correggere e cambiare”. Riconferma in toto di tutti i punti dell’esecutivo precedente, e se non fosse stato per il tono di voce che contraddistingue Gentiloni, si poteva dire di avere difronte l’ex Premier.

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About the Author: Carlo Viscardi