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Emergenza caro-carburante: Meloni blinda l’accordo con gli autotrasportatori e avverte i violenti: «Sì al sostegno, zero tolleranza sui blocchi»

by Fabrizio Pace
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In un quadro economico segnato dai rincari energetici che hanno messo a dura prova i settori chiave della produzione nazionale, il governo guidato da Giorgia Meloni interviene con determinazione e prontezza per ripristinare la regolarità delle forniture e sostenere i comparti in sofferenza.

All’esito di un Consiglio dei Ministri straordinario convocato appositamente per ratificare gli impegni presi, la Presidente del Consiglio ha tracciato la rotta di un esecutivo intenzionato a coniugare l’ascolto responsabile delle istanze dei lavoratori con la fermezza istituzionale a tutela dell’ordine pubblico.

Al centro dell’azione governativa vi è l’intesa raggiunta tramite il Vicepresidente e Ministro dei Trasporti Matteo Salvini con le principali associazioni di categoria dell’autotrasporto, le quali hanno responsabilmente revocato il fermo dei servizi dopo settimane di crescenti tensioni.

 

Il piano d’intervento non si limita a mere rassicurazioni programmatiche, ma mette in campo liquidità immediata grazie a risorse già in fase di erogazione: le imprese del settore riceveranno a breve l’acconto sul credito d’imposta per il gasolio relativo al periodo marzo-agosto 2026, una misura coperta integralmente dallo Stato e svincolata da pastoie burocratiche preventive, con controlli posticipati per non paralizzare chi necessita di operare subito.

Contestualmente, la strategia finanziaria dell’esecutivo prevede lo sblocco dei pagamenti arretrati per il trasporto marittimo a partire da novembre, il rifinanziamento del credito d’imposta per il bimestre settembre-ottobre con ulteriori 106 milioni di euro che portano il totale stanziato a 540 milioni, e la proroga della fruibilità dei benefici fiscali fino al 31 marzo 2027. Completa la manovra un pacchetto di interventi strutturali orientati a sollevare le aziende dal peso dei costi di gestione, tra cui la moratoria sui canoni di leasing e l’adeguamento obbligatorio dei contratti meno tutelati all’andamento reale del carburante.

L’attenzione dell’esecutivo si è estesa contestualmente all’intero tessuto primario con le norme introdotte dal Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che prevedono un contributo a fondo perduto di 60 milioni di euro per il gasolio agricolo — traducibile in un abbattimento fino a 45 centesimi al litro per oltre 120 milioni di litri — affiancato da uno stanziamento diretto di 10 milioni di euro a beneficio del settore ittico.

Se da un lato la Premier ha espresso vivo apprezzamento per l’atteggiamento costruttivo delle sigle di rappresentanza che hanno scelto la via del dialogo, dall’altro ha condannato con estrema severità le frange oltranziste responsabili di episodi d’intimidazione, danneggiamenti e blocchi stradali illegittimi in diverse aree del Paese.

Ribadendo che a farne le spese non sono i centri di potere ma i cittadini comuni, i camionisti desiderosi di lavorare e le famiglie esposte al rischio di speculazioni sui prezzi della spesa, la Presidente Meloni ha formalmente incaricato il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di adottare ogni misura idonea a garantire la libera circolazione e la continuità dell’approvvigionamento delle merci.

L’esecutivo ha così confermato la volontà di ricorrere a tutti gli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento, comprese le fattispecie di reato introdotte dal Decreto Sicurezza contro i blocchi stradali, rimarcando il principio secondo cui la piena legittimità del diritto di protesta non potrà mai travalicare nella violenza o nel ricatto ai danni delle istituzioni e della comunità nazionale.

Di seguito le parole esatte del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Il governo, tramite il ministro Salvini, ha firmato in queste ultime ore un accordo con le associazioni dell’autotrasporto, con le quali ci siamo tra l’altro sempre confrontati, che ringrazio per la collaborazione che non è mai mancata in questi mesi difficili. Non sono promesse quelle che sono state firmate, sono risorse che già stanno arrivando al comparto.

Il Ministero dei Trasporti ha già cominciato a pagare e nei prossimi giorni le imprese riceveranno l’acconto sul credito d’imposta per il gasolio da marzo ad agosto 2026 che copriamo per intero. I controlli si faranno dopo perché chi lavora non può restare fermo ad aspettare la burocrazia. Da novembre sblocchiamo anche i pagamenti arretrati per il trasporto via mare, rifinanziamo il credito d’imposta per settembre-ottobre 2026 aggiungendo 106 milioni di euro in più ai 434 che erano stati già stanziati nei mesi scorsi e diamo più tempo, cioè fino al 31 marzo 2027 per utilizzare questi crediti.

Inoltre prevediamo un altro pacchetto di misure richieste dalle associazioni che il ministro ha incontrato in queste ore, come la possibilità di spostare in avanti il pagamento dei canoni di leasing o l’adeguamento obbligatorio di alcune tipologie di contratto, quelle meno tutelate, al costo del carburante. Sono risposte che devono arrivare immediatamente, per questo abbiamo riunito oggi un Consiglio dei Ministri dedicato, oggi, non fra un mese. Abbiamo approvato le norme che servono a completare l’accordo e in più con il ministro Lollobrigida abbiamo previsto ulteriori misure per i nostri agricoltori e per i nostri pescatori. Stanziamo 60 milioni di euro per un contributo a fondo perduto sul costo del gasolio agricolo che nei fatti si tradurrà in uno sconto fino a 45 centesimi al litro per oltre 120 milioni di litri e poi stanziamo 10 milioni di euro per la pesca. Anche qui sappiamo quanto la situazione sia complessa per i nostri pescatori. L’accordo è stato firmato, i pagamenti sono già partiti, oggi si è svolto il Consiglio dei Ministri. Questo è il metodo con cui questo governo lavora in un tempo sicuramente complesso per cercare di dare risposte immediate soprattutto ai lavoratori, alle persone che sono in difficoltà, alle famiglie. Voglio ringraziare le associazioni che hanno scelto il confronto, hanno revocato i fermi e le manifestazioni, è stato un atto di responsabilità. Però voglio dire anche un’altra cosa. In alcune zone pochi soggetti continuano a bloccare le strade e non si fermano lì, minacciano chi vuole lavorare, tagliano le gomme ai camion dei colleghi. Questa non è protesta, è intimidazione e l’intimidazione non la tolleriamo. E non lo dico solamente io a chiedere di rimuovere questi blocchi, sono gli stessi autotrasportatori, i commercianti, gli agricoltori, i sindaci e le istituzioni di ogni colore politico, perché a pagare, come sempre, non è il potente di turno, è la gente comune, è il camionista che deve portare a casa lo stipendio, l’impresa che non riesce a consegnare, la famiglia che si ritrova a pagare di più. Per questo ho chiesto al Ministro dell’Interno Piantedosi di accogliere la richiesta che ci arriva dalle associazioni degli autotrasportatori, degli agricoltori, della distribuzione per assicurare alla libera circolazione la fornitura delle merci e le attività commerciali e quindi ai nostri cittadini, evitando anche speculazioni che altrimenti sarebbero inevitabili sui prezzi. Useremo tutti gli strumenti che la legge ci offre, comprese le norme del Decreto Sicurezza che hanno reso reato il blocco stradale. Questo Governo rispetta pienamente chi vuole manifestare, ascolta chi chiede aiuto nel rispetto delle regole, però abbiamo anche il dovere di far rispettare le leggi dello Stato e di non farci ricattare da chi usa la violenza come strumento di pressione. Chi vuole lavorare deve poterlo fare e lo Stato deve garantirlo.”

Fabrizio Pace

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