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Il 5° Hackathon EMPACT porta all’individuazione di 51 potenziali vittime

Esperti provenienti da 20 paesi hanno preso di mira i trafficanti di esseri umani attivi nello spazio digitale

by il MetropolitanoRedazione ilMetropolitano
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Un’operazione internazionale che ha coinvolto 40 esperti e investigatori provenienti da 20 paesi ha identificato 51 potenziali vittime di tratta di esseri umani, oltre a cinque sospetti. Svoltosi ad Amsterdam dal 23 al 25 settembre 2026, il quinto EMPACT Hackathon contro gli aspetti digitali della tratta di esseri umani ha riunito agenti di polizia, autorità del lavoro e specialisti in indagini online, con il supporto di Europol ed Eurojust.

 

Guidate dai Paesi Bassi e con la collaborazione di Germania, Romania e Regno Unito, le attività online si sono concentrate sull’individuazione di indicatori di tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale e lavorativo, nonché di attività criminali forzate online. Gli esperti hanno analizzato come i trafficanti utilizzano siti web, social media e applicazioni di messaggistica per reclutare potenziali vittime, pubblicizzare i propri servizi e organizzare lo sfruttamento transfrontaliero. Hanno raccolto elementi investigativi da condividere con le autorità nazionali competenti e da utilizzare per eventuali indagini future.

I risultati operativi includono:

  • Sono state identificate 51 potenziali vittime di tratta di esseri umani, tutte di sesso femminile;
  • Sono state individuate 6 potenziali reti criminali;
  • Sono stati identificati 5 presunti trafficanti di esseri umani;
  • Sono state controllate 26 piattaforme online (per sfruttamento sessuale e lavorativo e traffico di organi);
  • 77 account di social network controllati;
  • Sono state verificate 166 entità (come piattaforme, individui, nomi utente, luoghi e numeri di telefono).

Seguendo la traccia digitale

I trafficanti sfruttano sempre più la portata dell’ambiente online per avvicinare e trarre profitto da persone vulnerabili. Offerte di lavoro false, annunci di reclutamento ingannevoli e promesse di guadagni elevati sono stati utilizzati in numerosi casi per nascondere condizioni di sfruttamento.

Durante due giornate operative, i partecipanti hanno cercato online informazioni pubblicamente disponibili alla ricerca di segnali di tratta di esseri umani. Il loro lavoro si è concentrato sui collegamenti tra profili di reclutamento, annunci pubblicitari, numeri di telefono e altri elementi identificativi che potessero aiutare a rivelare le connessioni tra potenziali vittime, facilitatori e reti criminali.

Reti di reclutamento criminale transfrontaliere

Diverse piste investigative riguardavano il reclutamento di donne per servizi sessuali tramite applicazioni di messaggistica. In un caso, alcuni profili pubblicizzavano pacchetti di viaggio per donne reclutate in Russia per lavorare in Europa e altrove, promettendo guadagni di 10.000 dollari (circa 9.000 euro) in due settimane. Il confronto incrociato delle informazioni operative ha suggerito la possibile esistenza di una rete criminale transfrontaliera. Un’altra indagine ha individuato profili di reclutamento che promettevano alle donne guadagni consistenti e un lavoro facile. Gli investigatori hanno collegato numeri di telefono, account sui social media e un’agenzia di modelle a una rete di tratta di esseri umani operante nei paesi dell’UE.

Sui siti web di servizi per adulti, gli investigatori hanno individuato numeri di telefono ricorrenti in numerosi annunci. In un caso, un singolo numero era collegato a 109 profili, mentre un altro compariva in 74. Gli annunci riguardavano donne asiatiche che, a quanto pare, lavoravano in diversi paesi dell’UE e non. Un altro indizio ha portato all’individuazione di annunci rivolti a giovani donne provenienti dall’America Latina. Grazie al lavoro svolto online, gli investigatori hanno identificato collegamenti che potrebbero aiutare a individuare ulteriori potenziali vittime e sospetti.

Esame di casi sospetti di traffico di organi a scopo di prelievo

I partecipanti hanno inoltre individuato un gruppo di messaggistica contenente apparenti offerte di reclutamento per donatori di organi e risposte provenienti da altri profili. Le informazioni preliminari suggerivano possibili collegamenti con un ospedale o una clinica privata al di fuori dell’UE. I risultati sono stati condivisi con Europol per ulteriori valutazioni. Ulteriori elementi, tra cui un sospetto caso di sfruttamento di donne vietnamite come madri surrogate, sono stati segnalati alle autorità nazionali competenti per ulteriori analisi.

La quinta edizione dell’hackathon si è basata sulle precedenti, approfondendo il quadro informativo del traffico di esseri umani facilitato online e generando spunti per le indagini nazionali. Riunendo investigatori, analisti e autorità del lavoro, l’iniziativa ha contribuito a collegare le informazioni oltre i confini nazionali e le diverse piattaforme. I risultati ottenuti supporteranno ulteriori indagini mirate alle reti criminali e le azioni volte a valutare le esigenze di protezione delle potenziali vittime.

Il supporto operativo e specialistico di Europol

Europol ha sostenuto l’azione inviando ad Amsterdam uno specialista in indagini sulla tratta di esseri umani e due esperti di strumenti digitali. Inoltre, due analisti hanno fornito verifiche incrociate e analisi operative a distanza dalla sede centrale. I workshop organizzati durante l’evento hanno permesso agli investigatori specializzati nella lotta alla tratta e agli specialisti di intelligence open-source di scambiarsi competenze e rafforzare la loro capacità di riconoscere gli indicatori di sfruttamento online.

I partecipanti hanno inoltre avuto accesso a una dashboard dedicata alla tratta di esseri umani e a una formazione pratica sugli strumenti investigativi digitali. Materiali didattici preparatori sono stati resi disponibili attraverso la piattaforma di formazione per le forze dell’ordine di CEPOL, riguardanti l’individuazione e l’indagine sullo sfruttamento sessuale online, nonché l’identificazione e la protezione delle vittime.

Comunicato Stampa

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