Laboratorio dell’Attore: “Un rettangolo verde”

Un’ora: sessanta minuti: sono sufficienti per raccontare il mistero del calcio? Si! Per gli allievi del Laboratorio dell’Attore, diretti da Lorenzo Praticò e Gaetano Tramontana, dell’Associazione Spazio Teatro www.spazioteatro.net. Gli Undici (Barbara Aragona, Annalisa Battaglia, Mario Berretta, Federica Cordova, Paolo Crisalli, Carlotta Nocera, Sergio Polimeni, Stefano Polito, Margherita Posillipo, Pietro Rossetti, Paola Seminara) hanno trattato il calcio come un diamante: illustrandolo in tutte le sue sfaccettature. Cos’è il calcio? Un gioco o uno sport? Un divertimento o un business? Tutte queste cose assieme. Ma prima di tutto è un rito collettivo con molti protagonisti: praticato nei campetti di periferia di tutto il mondo. Dove tanti giovani gioiscono e sognano. Perché dove c’è un cortile, un prato, una spiaggia: c’è IDDU. Il rito entra nelle case dove incontra, talvolta scontrandosi, un altro rito: il pranzo domenicale. Prosegue sugli spalti degli stadi. Come tutti i riti, servono strumenti per poterlo officiare. Innanzitutto la palla o meglio il pallone come chiariscono all’inizio gli Undici. Il sogno proibito di tutti noi ragazzi era il leggendario pallone di cuoio: chi lo possedeva era il Re del Mondo. Vezzeggiato e amato da tutti. E poi le figurine Panini: quanti scambi e giochi. Il portiere: già, essere scelto per giocare in porta non era gratificante: voleva dire che non eri un grande giocatore. E poi: passa, tira, che fai. Parole urlate che accompagnavano il gioco. Alla fine? Sudati, sporchi ma felici. Rito che si evolve col passare del tempo: chi ricorda più il mitico Tutto il calcio minuto per minuto? I collegamenti radio dagli stadi con le interruzioni che annunciavano le reti segnate (o subite) e quelle mancate? Quelle voci erano nel cuore di tutti gli italiani: rappresentavano lo spirito della Nazione che ogni domenica pomeriggio si riuniva assieme dalla Vetta d’Italia a Lampedusa. In un’ora, gli Undici hanno fatto rivivere tutto ciò: fatti e sensazioni. Alcuni a loro sconosciuti, essendo troppo giovani, ma ormai memoria collettiva.

Tony NOGALES

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