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La questione dei Bronzi di Riace

Non si può pensare ad una stagione turistica di un certo livello senza collegarla ai Bronzi di Riace.  Le due statue, l’emblema più alto tra le testimonianze della civiltà Magno Greca durante la quale Reggio Calabria ha brillato per arte e cultura, devono rappresentare il maggiore veicolo d’attrattiva di visitatori in riva allo Stretto. La paventata apertura a settembre del rinnovato Museo Nazionale, e lo spostamento dei guerrieri dal Laboratorio di Restauro allestito a Palazzo Campanella, si tradurrebbe, in estrema sintesi, nell’impossibilità di visitare questi capolavori. Poiché è assodato che palazzo Piacentini sarà aperto al pubblico subito dopo l’estate, e poiché ritengo importante che la politica non si occupi di affrontare sempre e solo le emergenze, bensì di avanzare proposte che possano delineare soluzioni concrete, ci si potrebbe proiettare verso decisioni alternative all’impensabile ‘clausura’ estiva dei Bronzi. In definitiva, considerando che un’ala del Museo risulterebbe già ultimata, perché non approntare una sala, appositamente allestita, che possa temporaneamente ospitare le statue in attesa della loro giusta collocazione negli spazi ad hoc destinati? Sarebbe significativo orientarsi verso questa direzione per non privare Reggio, i reggini, e soprattutto coloro (anche nell’ottica dei nuovi collegamenti low cost che partiranno a giugno) che sceglieranno la Città per le loro vacanze di un patrimonio inestimabile che tutto il mondo ci invidia.

Beniamino Scarfone

Consigliere Comunale

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