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Secessione Sarda ?!

Quando si sente parlare di secessione, in Italia, balzano subito alla mente figure come la “ Padania”, Alberto da Giussano, le camice verdi, il sole delle alpi, Pontida, oppure Bossi che grida ai sette venti i suoi slogan : “ROMA LADRONA LA LEGA NON PERDONA” etc. etc.etc….. Almeno fino ad oggi era così, ma una notizia, che sembra passata di nascosto nella cronaca nazionale dovrebbe far rizzare in testa i capelli di tutti i leghisti. Il consiglio regionale della Sardegna, che ricordo essere una regione a statuto speciale, ha votato con 31 voti favorevoli e 25 contrari, un O.d.G. in cui pone alcune domande per un’analisi sulla possibilità di rimanere o no parte integrante dello stato italiano. Naturalmente non si parla di una rivoluzione militare o di colpo di stato, ma di una “ riflessione su quelle che sono le relazioni tra la Regione e lo Stato italiano, i relativi rapporti istituzionali e la lealtà sociale e civile”. Il voto a questa mozione è stato trasversale, l’approvazione è venuta da voti sia di destra che di sinistra hanno votato a favore PSDAZ, SEL, IDV, UDC, FLI, API e parte del PDL, contrari PD e i Riformatori , e ciò rispecchia anche la situazione, non piu’ delle rosee, in cui vessano i cittadini e le imprese sarde. Non dimentichiamoci che già la Sardegna aveva proposto, appellandosi all’art. 51, di svincolarsi dal sistema fiscale di Equitalia, risoluzione impugnata dalla corte costituzionale, e tutto cio’ viene descritto bene nel discorso del Professor Paolo Maninchedda ad introduzione dell’ O.d.G. dove esprime le sue perplessità : …..“Le procedure della Regione Sardegna presuppongono che il cittadino sia un truffatore e un imprenditore sia sempre un ladro e invece l’istruttore sia sempre santo”….. I problemi sardi rispecchiano ciò che accade in lungo ed in largo per tutta la nostra penisola, e speriamo che questa presa di posizione possa servire ai nostri governanti come input per un’analisi a misura di persona e non di spread, di una situazione che si aggrava giorno per giorno, in cui fà sì che lo Stato Italiano sia al primo posto per pressione fiscale senza alcun beneficio per il cittadino.

Carlo Viscardi

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