Coni, Istituzioni civili e religiose tutte unite per il rilancio degli oratori

Progetto co-finanziato dalla Provincia: 100 parrocchie coinvolte
“GIOCARE PER CREDERE”: LO SPORT A MISURA DI RAGAZZO

verduci - morosini - cicciu - pratico_WEBREGGIO CALABRIA – Un grandissimo punto di partenza, da anteporre ad interrogativi e agli arrivismi; il progetto “Giocare per credere”, che ripercorre in pieno l’idea del Centro Sportivo Italiano per il quadriennio 2012 – 2016, è un’opportunità in più. Una promozione capillare ed un coordinamento efficace degli oratori presenti in tutto il territorio provinciale, l’attività formativa e residence seminariali di spessore nazionale, lo sport gratuito per i giovani.

Questi i capisaldi di un’idea, patrocinata dall’Ufficio Sport, Turismo e Tempo Libero della CEI, che percorrerà tutti gli spazi educativi – sportivi che sceglieranno di sposare tout court la mission del CSI. « Siamo onesti – esordisce Paolo Cicciù, presidente provinciale del Centro Sportivo Italiano – crediamo finalmente di aver sfatato un tabù: si può parlare di professionalità, anche quando commentiamo, progettiamo, realizziamo Sport per oratori e per parrocchie. Questa “onesta intellettuale” parte da ciò che abbiamo sinora seminato, i cui frutti iniziano a farsi cogliere. Ma lo siamo ancor di più, onesti e retti, nel dire che tanto si poteva fare e che, bando ai piagnistei del tempo della crisi, è adesso il momento di rimboccarsi le mani e farlo. C’è bisogno di coesione sociale, di rispolverare i concetti di “compagnia” e “aggregazione”, e lo Sport è un motore inesauribile in tal senso ».

Nel dettaglio, il progetto prevede il coinvolgimento di 2.000 ragazzi, dai 10 ai 25 anni, dalla Piana di Gioia Tauro alla Locride (tre diocesi coinvolte, già il 9 ottobre, “Giocare per credere” è stato presentato alla presenza di S.E. mons. Francesco Milito, vescovo della Diocesi di Oppido – Palmi, grazie alla collaborazione attiva della referente per la Piana di Gioia Tauro, Maria Sorrenti), in un campionato continuativo, l’Oratorio Cup (calcio a 5, tennis tavolo, volley, atletica leggera, mountain bike); un percorso di animazione territoriale, concepito come “evangelizzazione di strada”; la collaborazione con la Federazione Rugby e la Federazione Lotta che, durante gli incontri con le varie parrocchie, mostreranno un modo sano e leale di gareggiare, rispettando la dignità e il corpo dell’avversario in campo, dell’amico e collega nella vita. « Abbiamo avuto questa grande occasione – prosegue Cicciù – di avere come partner due federazioni “nobili”, poiché nella loro attività sportiva manifestano in modo esplicito il sacrificio che lo Sport impone, ma soprattutto il grande rispetto, il famoso fair play, che è alla base della competizione sportiva ».tavolo giocare per credere_WEB

Il CSI negli ultimi mesi ha raccolto le tante istanze, sia interne ai propri associati, sia in un continuo colloquio con il CONI Calabria, per quanto concerne il problema dell’impiantistica sportiva. È stata presentata formale istanza presso le Istituzioni per dimezzare il canone per lo sport giovanile, ma al momento non si è ricevuta alcuna risposta, pur auspicando ancor oggi di essere ascoltati dalla Commissione straordinaria che amministra il Comune di Reggio Calabria, « Nel cercare di essere sempre collaboratori delle Istituzioni, – sostiene ancora Cicciù – abbiamo deciso, con grandi sforzi economici da parte del nostro Comitato, che ribadisco vive di volontariato, ma convinti di essere sulla strada giusta, di rendere completamente gratuita l’attività parrocchiale giovanile. Non possiamo credere che i nostri oratori debbano confrontarsi dal punto di vista contabile con le società private, che fanno pagare una retta ai propri atleti. Di fatti, il CSI metterà a disposizione gli impianti sportivi, come nuovi luoghi educativi, per oratori e parrocchie che partecipano ai nostri campionati giovanili fino ai 14 anni di età. Vuole essere una goccia nell’oceano, ma abbiamo deciso che parte del progetto co – finanziato dalla Provincia debba essere investito per i nostri giovani, per il futuro, non solo del CSI, ma di tutto lo Sport ». A proposito di gratuità, “Giocare per credere” lancia una sfida al mondo della giustizia sportiva: dopo il cartellino blu ad oggi finalmente applicato anche nelle gare federali, il CSI per gli atleti a cui sarà comminata un espulsione con turni di squalifiche (per atti violenti o antisportivi) sarà disposta una sanzione disciplinare alternativa, ossia la possibilità che parte della squalifica sia scontata con attività di volontariato. «Essere lo Sport delle parrocchie – conclude Cicciù – vuol dire anche questo. Essere coerenti con l’idea che gli errori, seppur stiamo parlando di dinamiche interne ad uno Sport, possano essere tramutati in gesti concreti di speranza e di altruismo. Lo Sport ti condanna all’essere altruista, al vivere la dimensione del gruppo e del sostegno reciproco, in questo il CSI si pone come apripista per una nuova dimensione della giustizia sportiva: accanto agli sportivi, sempre »

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