Polizia, sicurezza e vigilanza, queste le mansioni della Guardia di Finanza in mare. Intervista al Ten. Colonnello Alberto Catone

Il Corpo della Guardia di Finanza esercita, grazie all’articolata componente navale di cui dispone, il ruolo di polizia del mare nazionale, a tutela di tutti gli interessi dei cittadini e dello Stato“. E’ questa la definizione del lavoro espresso dagli uomini delle Fiamme Gialle nelle acque italiane. In un momento di confusione nella pubblica opinione, creato forse dalla rischiosa vicenda che ha visto un’imbarcazione della Finanza (di Corigliano) correre il pericolo di essere schiacciata contro la banchina a Lampedusa dalla nave di una ONG straniera. Abbiamo deciso che, per capire meglio il lavoro di un “Corpo” così valoroso dello Stato italiano, dovevamo rivolgerci direttamente alla fonte. Ci siamo così messi in contatto con i vertici della Guardia di Finanza, in questo caso nella persona del Tenente Colonnello Giovanni Palombini, il quale, dopo aver esaminato e valutato la nostra richiesta: essere imbarcati con gli agenti durante le operazioni di routine, ci ha messo in contatto con il comandante del Reparto Operativo Aero-Navale di Vibo Valentia,  il Tenente Colonnello Alberto Catone. Siamo stati quindi invitati a prendere parte ad un’operazione di pattugliamento della costa per assistere sul “campo” al lavoro della Guardia di Finanza in mare in base alle situazioni che si sarebbero presentate. A questo si è aggiunta una esaustiva spiegazione dello stesso Ten. Colonnello Catone che ci ha elencato tutta una serie di fattispecie che ricadono nelle competenze della Guardia di Finanza in mare. In una lunga intervista video con la nostra giornalista Antonella Postorino, il Comandante del Reparto Aeronavale ha dato delucidazioni sull’azione delle fiamme gialle con riferimenti alla legislazione vigente e qualche aneddoto per arricchire il tutto. Professionalità, rispetto e gentilezza sono state la linea direttiva di ogni intervento a cui abbiamo assistito durante la nostra lunga permanenza a bordo della  Guardiacoste “G89 Rosati”, la nave più grande a disposizione in zona per questo genere di servizio; un mezzo, nonostante gli anni, in perfetto stato di servizio  e che risulta essere molto duttile nelle missioni più lunghe. Ovviamente l’attenzione principale è riservata allo sbarco di clandestini per contrastare lo sfruttamento ed il traffico internazionale di esserei umani. Nuove rotte vengono ricercate da scafisti ed organizzazioni senza scrupoli per arrivare in Italia anche solo come zona di approdo. Come ci conferma il Tenente Colonnello Catone è dall’Asia Minore che adesso arrivano per lo più i migranti, passando dalla Turchia e dalla Grecia. Nondimeno la Guardia di Finanza in mare attua anche un controllo ed un’azione d’intercettazione e repressione contro il traffico di stupefacenti ed armi che, alle nostre  latitudini, diventa un commercio illegale molto redditizio per la ‘Ndrangheta. Infine una perlustrazione attenta della costa fa sì che si possano eventualmente riscontrare abusi edilizi impossibili da vedere con una normale osservazione da terra. Nell’intervista rilasciataci il Tenente Colonnello Catone ha cercato di sintetizzare il lavoro svolto dal “Corpo” in mare. A fine serata, (per noi, l’equipaggio ha invece continuato il suo turno di pattugliamento della costa) siamo anche stati partecipi di un’ottima cena a bordo. Un momento conviviale che ha arricchito ulteriormente la nostra conoscenza dell’equipaggio, durante la quale abbiamo potuto ascoltare le tante altre vicissitudini avvenute per mare.

Fabrizio Pace

ph – Federica Romeo

voice – Ilenia Borgia

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