Conferenza sui Bronzi di Riace presso il Museo diocesano di Molfetta/Matera Capitale Europea della Cultura 2019

“GUERRIERI E ATLETI OLIMPICI”

L’Oplita e l’Hippikon praticavano Pancrazio

Sarà il Prof. Riccardo Partinico, Direttore del Laboratorio di Anatomia Archeostatuaria operante nel Centro Sportivo “Matteo Pellicone” di Reggio Calabria, a relazionare il prossimo 26 ottobre, durante l’Assemblea Internazionale del Panathlon presso il Museo Diocesano di Molfetta, sulle ultime scoperte avvenute nell’ambito degli studi di somatometria dei Bronzi di Riace. Lo studioso reggino, dopo anni di ricerche, è giunto a rilevare dati incontrovertibili. I due uomini rappresentati dalle statue sono realmente vissuti,  presentavano paramorfismi dello scheletro, utilizzavano una particolare impugnatura bellica, lanciavano l’arma con l’ankùle (laccio di cuoio). L’uomo rappresentato dalla Statua A era un Oplita, l’altro un Hippikon e praticavano il Pancrazio, una lotta antichissima e parte integrante dell’addestramento dei soldati, che è stata disciplina olimpica per 1041 anni, dal 648 a.C. al 393 d.C..

“Con l’Anatomia Archeostatuaria, che si avvale di tre fasi: analisi interpretativa, riscontro tecnico e riscontro archeologico, è possibile risalire all’identità fisica o sportiva dei personaggi rappresentati dalle statue. Prima dei Bronzi di Riace ho studiato numerose statue in esposizione nei più importanti musei del mondo, con risultati strabilianti.Non erano “il Giovane che si incorona” (Getty Museum di Los Angeles), “l’Apoxyomenos” (Museo di di Lussino), “l’Apoxyomenos” (Museo di Vienna), “Paride con la mela” e “Poseidon con il tridente” (Museo di Atene), ma erano tutti giavellottisti che rappresentavano diverse fasi del gesto tecnico, l’avvolgimento dell’ankùle, il puntamento ed il lancio. Neanche  “I Lottatori di Ercolano” (Museo di Pompei e in copia al GettyMuseum) sono lottatori. Infatti, dopo uno studio approfondito, su incarico del Direttore Jens Daehnerdel GettyMuseum di Los Angeles, che voleva stabilire la collocazione esatta delle due statue, ho accertato che si tratta di “Corridori”.L’ultima particolaritàemersa dagli studi  sui Bronzi di Riace è l’otoematoma alle orecchie della Statua B. Tale patologia, che affligge i lottatori, i pugili ed i giocatori di Rugby, ovvero, la rottura traumatica della cartilagine del padiglione auricolare, mi consente di affermare che la Statua B, oltre ad essere un Soldato, probabilmente un Hippikon, per la conformazione muscolare degli arti inferiori, è anche un Atleta di Pancrazio. Numerosi vasi del V sec.a.C. raffigurano Atleti con la stessa fisionomia dei “Bronzi di Riace” che si sfidano in questa Arte Marziale”. Così relazionava il Prof. Riccardo Partinico agli archeologi del Museo di Lussino  che lo scorso 3 agosto lo hanno ascoltato in Croazia in merito all’Anatomia Archeostatuaria applicata all’Apoxyomenos che, secondo gli studi, risulta essere un giavellottista e non un lottatore che si deterge il sudore con lo strigile.  Il Panathlon International ha ritenuto di invitare il Prof. Riccardo Partinico, dottore in scienze motorie e sportive e docente della FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali), per presentare ad una platea internazionale di altissimo livello sportivo, nella Capitale Europea della Cultura 2019 Matera/Molfetta, uno  studio unico nel suo genere sui due reperti archeologici tra i più importanti al mondo.

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