La classifica dell’Economist: la città più vivibile? Auckland, in Nuova Zelanda

Ecco la top ten, ma l’Italia non c’è. In fondo alla graduatoria troviamo Damasco, la Capitale della Siria

L’Intelligence Unit dell’Economist (EIU) ha pubblicato l’annuale classifica delle città più vivibili al mondo. Ne sono state valutate 140. Auckland, in Nuova Zelanda, è la città più vivibile al mondo nel 2021, secondo il The Global Liveability Index 2021 stilato dall’Intelligence Unit (Eiu) del quotidiano britannico The Economist. La città neozelandese ha convinto grazie al modo in cui ha gestito il Covid: il suo «approccio vincente nel contenimento della pandemia di Covid-19, che ha consentito di mantenere le attività aperte», le è valso il primo gradino del podio. In seconda posizione c’è Osaka, in Giappone, mentre per il terzo posto è andato all’australiana Adelaide. Se poi consideriamo che quarta è la capitale neozelandese Wellington e che nella top 10, solo due posizioni non vanno a realtà di Oceania e Asia, ecco come salta agli occhi come il Covid-19 abbia pesato sulla compilazione della lista di quest’anno. Mentre l’Italia non è nella top ten. Roma è tra le città che ha perso più posizioni in classifica negli ultimi sei mesi (meno 21) ed è 57esima. La Svizzera è riuscita a piazzare due città nelle prime dieci posizioni: Zurigo in settima e Ginevra in ottava. Merito dell’alto livello della sanità, che sopperisce ai punti persi nell’educazione, nella cultura e nell’ambiente rispetto alle dirette concorrenti di vertice. A causa della pandemia, quest’anno sono stati aggiunti nuovi indicatori per stilare la classifica, come l’efficacia delle risorse sanitarie e le restrizioni su eventi sportivi, teatri, concerti, ristoranti e scuole.

Foto di SofieLayla Thal da Pixabay

“Le città salite in cima alla classifica quest’anno sono in gran parte quelle che hanno adottato misure restrittive per contenere la pandemia”, ha spiegato Upasana Dutt. “Il ritmo del recupero della vivibilità nella maggior parte delle regioni sarà determinato dall’efficacia con cui possono essere controllati i rischi per la salute, attraverso vaccinazioni, test, tracciabilità e restrizioni”, si legge nel rapporto. Il peggioramento rispetto all’anno precedente, evidenzia Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, è planetario: «In tutto il mondo le città sono adesso molto meno vivibili di quanto lo erano prima della pandemia». Però «le città europee sono andate particolarmente male nell’edizione di quest’anno». Basti vedere Vienna, che in un solo anno è passata dalla prima alla dodicesima edizione. Le località che hanno perso più posizioni sono le tedesche Francoforte, Amburgo e Dusseldorf. Nordamerica a due velocità. Anche il Nordamerica è un grande assente dalla top 10. L’Eiu osserva come le canadesi Montreal, Vancouver, Calgary e Toronto abbiano perso terreno, mentre Honolulu e Houston, negli Stati Uniti, siano le città che sono migliorate maggiormente tra le 140 prese in considerazione nella ricerca. In fondo alla graduatoria troviamo invece la capitale siriana Damasco. Le turbolenze geopolitiche segnano inevitabilmente la vivibilità di una città, quindi non è sorprendente trovare agli ultimi posti Lagos, Algeri, Caracas e Tripoli.

c.s. –  Giovanni D’Agata

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