Paesaggio 150

Si sono aperti i lavori dedicati ai 150 anni dell’Unità d’Italia organizzati dalla Facoltà Mediterranea di Reggio Calabria. Tre giorni di convegni, tavole rotonde, mostre che hanno come tema centrale il paesaggio, e il suo ruolo unificatorio all’interno della nazione stessa. Il tutto è stato ideato e organizzato da Alessandro Villari e Marina Arena per il Dipartimento Oasi della Facoltà, con il patrocinio del Minitero dell’Ambiente e della Presidenza della Repubblica. Durante la prima giornata di lavori ad aprire la sessione plenaria è stato il professore ordinario Gianpiero Donin, il quale ha presentato l’evento. A seguire sono intervenuti l’architetto Villari e la dottoressa Maguelonne Déjeant-Pons, direttrice del patrimonio culturale, il paesaggio e la pianificazione del territorio del Consiglio d’Europa. Durante i primi interventi è emerso con forza il ruolo della Convenzione Europea del Paesaggio. Secondo il professore franco Zagari, noto paesaggista, architetto, e ordinario presso la Mediterranea, la convenzione è uno strumento dalle grandissime potenzialità, ma a tutt’oggi è rimasta solamente una provocazione, con gravissimi ritardi sull’applicazione delle linee guida scritte nei propri articoli. Il professore Zagari inoltre ha voluto sottolineare come il presidente Napolitano sia stato il primo presidente della Repubblica, che nel proprio discorso di insediamento abbia mensionato l’importanza del paesaggio, insistendo sull’articolo 9 della Costituzione e sul ruolo centrale che il paesaggio sta assumendo nella tenuta stessa del sistema paese. Inoltre durante il proprio intervento, Zagari ha sottolineato, ricordando i proprio capelli bianchi, che durante i precedenti festeggiamenti del centenario del ’61, il clima era molto differente. L’Italia era un paese in marcia, fiero della propria ripresa, e del proprio boom economico. Adesso il quadro che descrive l’Italia, è a tinte fosche, molte ombre e poche luci sul futuro, che non appare per nulla sereno. Durante l’escursus sui festeggiamenti è stato messo in luce come le celebrazioni del 1911, quelle del cinquantenario per intenderci, abbiano permesso durante l’Expo di Roma di creare delle vere e proprie opere urbanistiche e di riqualificazione, che hanno messo ancora una volta il paesaggio al centro del tema primario. Il sistema paesaggistico italiano, ha avuto diversi livelli di approccio negli anni. Si è passati dalla tutela dei paesaggi importanti e più rinomati, alla presa in considerazione dello sterminato patrimonio minore che il paese offre, ma che spesso viene dimenticato, sfregiato o addirittura cementificato. In Italia servirebbe un reset brutale, sulle opere pubbliche, e sul modo di concepirle all’interno del paesaggio stesso. Durante la mattinata sono intervenuti inoltre Jordi Bellmunt, Franco Farinelli,  Luisa Bonesio, Franco  Karrer, Laura Thermes. Nella giornata di oggi si apriranno le sessioni in mattinata con una mostra poster nel foyer dell’aula magna. Proseguiranno in sessione plenaria e termineranno con dei dialoghi notturni sul paesaggio, nel paesaggio, sul terrazzo della Facoltà. Nella giornata di venerdì si concluderanno i lavori con una lectio magistralis a cura del professore Paolo Fabbri, dal titolo “Eterotopie: le vedute dell’altrove”. In seguito i lavori proseguiranno con una tavola rotonda, a cui parteciperanno fra gli altri il Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti, dal tema: “Carta dello Stretto: nuove azioni per il paesaggio italiano”.

Salvatore Borruto

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